Obbligo di firma per il "Sud Ribelle"
Vergognosa e provocatoria decisione odierna del tribunale del riesame di
Catanzaro che impone l"obbligo di firma per 3 compagni del Sud
Ribelle.Come è noto nel novembre 2002 venti compagni/e della Rete Meridionale del
Sud Ribelle venivano arrestati/e con le pesantissime accuse di associazione
sovversiva e cospirazione politica.Quella inchiesta era stata costruita ad arte
dai famigerati ROS con le solite metodologie(come documento dall"inchiesta
milanese contro gli stessi ROS):costruire prove fasulle a danno di militanti
del movimento col fine di screditare e di trovare P.M.disponibili a questa
operazioni di criminalizzazione del Movimento.Non a caso questa inchiesta era
già stata totalmente smontata da una precedente ordinanza dello stesso
tribunale che ne aveva dimostrato l"assoluta inconsistenza e assurdità,con
la conseguente scarcerazione dei/delle compagni/e.Contro questo primo
provvedimento il P.M.Fiordalisi aveva fatto ricorso alla Cassazione sollevando
un vizio di forma per la prima volta accolto dalla prima sezione della citata
Cassazione che l"aveva precedentemente respinta.A causa di questa
incomprensibile(?)decisione della Cassazione il provvedimento di scarcerazione
era stato annullato e tutto ritornava a Catanzaro.L"odierna decisione di
questo Tribunale si inquadra perfettamente,nel quadro politico attuale di
schiacciamento di ogni diritto,di negazione di ogni agibilità politica e di
minaccia costante contro tutte le forme di dissenso e di lotte sociali.Non a
caso l"obbligo di firma fa supporre,nonostante non siano ancora note le
motivazioni,che l"impalcatura di questa inchiesta, che fa acqua da tutte
le parti,è sostanzialmente rimessa in piedi con l"aggravante di una
inaccettabile differenziazione fra chi,insieme e sempre alla luce del sole,ha
portato avanti la costruzione della Rete Meridionale del Sud Ribelle.La
Confederazione Cobas chiede l"immediata mobilitazione e presa di posizione
del movimento,nella sua pluralità,al fine di far revocare le misure restrittive
verso i 3 compagni.Chiede inoltre di respingere l"attacco frontale al
movimento portato avanti con la violenza di piazza e le montature giudiziare da
parte di questo governo attraverso i propri apparati polizia carabinieri
ros...........
LIberi/e tutti/e
DAX E CARLO VIVONO NELLE NOSTRE LOTTE
Confederazione Cobas Taranto
DA
NAPOLI
Ci lascia
attoniti la comunicazione del tribunale del riesame di Catanzaro che ha deciso
l'obbligo di firma per Francesco Caruso insieme ad altri due compagni meridionali,
Michele Santagata e Francesco Cirillo, in merito alla tragicomica inchiesta di
Cosenza che da un anno prova a cucire l'accusa di associazione sovversiva sul
movimento contro la globalizzazione neoliberista.
Dopo che la precedente udienza del riesame è stata annullata per un puro
cavillo giuridico questi tre compagni sono oggi sottoposti ad una inaccettabile
misura restrittiva evidentemente volta a ridare fiato ad un inchiesta che non
sta in piedi.
E' indubbiamente un risultato del lungo e poco nobile lavoro dei Ros per
ribaltare la verità sui fatti di Napoli e Genova 2001 (quando un imponente
movimento di massa fu violentemente represso) e così criminalizzare la domanda
radicale di cambiamento che da allora si è prodotta in Italia.
Un'operazione raccontata e denunciata, a più riprese, anche su giornali come la
Repubblica.
Non è bastata evidentemente la mole di ridicolo sollevatasi in tutto il paese
verso l'improponibile materiale probatorio proposto dal pm Fiordalisi.
E' un operazione parallela a quella di Genova che ancora tiene un compagno
(Jimmy) in galera mentre assolve, per "legittima difesa", gli
assassini di Carlo Giuliani.
Oggi si prova a sfruttare l'impennata nel clima di criminalizzazione per i
teoremi del tutto arbitrari che, con l'inchiesta sulle BR, si cercano di
riversare contro l'opposizione sociale.
Già lo scorso anno decine di migliaia di persone e la popolazione di Cosenza
con la sua solidarietà straordinaria esorcizzarono le cupe strategie degli
spiriti reazionari. Siamo sicuri che anche stavolta i movimenti per "un
altro mondo possibile" troveranno le forme per farsi sentire, per
difendere i compagni, per impedire che qualcuno riscriva la storia per
soffocare il futuro.
Non possiamo non osservare come questa iniziativa giudiziaria preceda di pochi
giorni il processo contro quelle componenti delle "forze dell'ordine"
che si resero colpevoli di violenze, sevizie e sequestro di persona contro
migliaia di giovani il 17 marzo del 2001 a Napoli. Un'udienza cui si arriva in
un crescendo di intimidazioni come le incredibili perquisizioni a casa di
alcune persone che guarda caso figurano in quel processo come parti lese.
Facciamo perciò appello alle forze sinceramente democratiche, alla società
civile, al mondo del lavoro, agli studenti, ai tantissimi che già un anno fà si
sono mobilitati a prendere posizione contro chi criminalizza le lotte sociali.
Rete Noglobal, Movimento dei Disobbedienti, Conf. Cobas,
Rdb, Prc, Rete Studenti in Movimento, Rete antirazzista Immigrati in Movimento,
Giovani Comunisti
SIAMO TUTTI SOCIALMENTE PERICOLOSI!!!
Questa sentenza emessa dal Tribunale del Riesame di Catanzaro non l'abbiamo digerita
per niente.
Non l'abbiamo digerita nè dal punto di vista umano, nè dal punto di vista politico.
Dal punto di vista umano è indigesta, perché con questa sentenza c'è una feroce
riduzione della libertà per tre compagni,
impegnati nella lotta per cambiare questo stato di cose. Come possiamo digerire
l'obbligo della firma per Francesco (grillo), che per noi oltre ad essere un
compagno generoso e sempre pronto a lottare contro le ingiustizie, la mafia, la
corruzione e il degrado ambientale, è anche un amico, pronto a farsi migliaia
di Km, per partecipare ad una iniziativa politica, da te indetta? Come digerire
l'obbligo della firma per Michele, che ti sembra di conoscere da sempre, anche
quando l' hai conosciuto da poco, grazie alla sua profonda umanità? E non
digerisci nemmeno la limitazione della libertà per Caruso, con cui puoi pure
litigare politicamente, ma che sai essere sempre pronto a muoversi dappertutto
per partecipare alle varie iniziative, rischiando di persona. Abbiamo
cominciato a parlare per prima cosa del lato personale, perchè
spesso, sicuramente in questo caso, questo lato personale da sostanza all'aspetto
politico della questione.
Infatti il potere anche in questo caso, come succede sempre più spesso di questi
tempi, tenta di attuare la tattica delle divisioni; cerca di accreditarsi come
potere duro, ma umano, penalizzando alcuni rispetto ad
altri, in modo da poter dire di essere un potere giusto. Invece non è così: il
potere in realtà vuole porre le basi per una criminalizzazione generale di chi
si oppone al sistema capitalistico. E' per questo che ormai sempre più spesso
si ricorre a misure cautelari di ogni tipo, per sancire la pericolosità sociale
di rivoluzionari e antagonisti. Sempre più spesso si minaccia l'art.1, sempre
più si ricorre alle incriminazioni per reati associativi, sempre più si
criminalizzano le lotte sociali, ricorrendo all'uso di incriminazioni per reati
comuni nei confronti dei proletari, dal reato di estorsione per i disoccupati,
che chiedono lavoro a quello di furto per chi occupa le case. E adesso si da
l'obbligo di firma ai 3 compagni, per sancirne la pericolosità sociale, e per
terrorizzare gli altri. Ma questa sentenza non l'abbiamo digerita nemmeno dal
punto di vista politico. Per due motivi. Innanzitutto perchè sancire la
pericolosità sociale quando da tutte le parti si ricorre al tentativo di
ridurre il movimento ad una palestra di violenza da collegare a terrorismo e
magari anche alla criminalità comune, significa accreditare teoremi inventati
dai Ros, per
coprire i fatti per cui ora sono sotto inchiesta . Infatti tutti sanno che
quell'inchiesta era un'inchiesta basata sul nulla, su niente di provato, e che
era stata costruita per criminalizzare una realtà politica come quella del Sud
Ribelle. Invece il TdR, accreditando la pericolosità sociale dei 3 compagni,
mentre finge di smantellare l'accusa, in realtà le porge una stampella. Insomma
adesso i Ros potranno dire "visto che avevamo ragione? che questi in
sostanza sono dei criminali?". Ma non basta: con questa stampella c'è il
rischio che ritorni in auge tutta quanta l'inchiesta, c'è il rischio che questa
accusa possa essere usata come
prova (quella che mancava), proprio per accreditare in un probabile processo
ciò che i giudici del TdR sembrano aver negato, e cioè l'associazione sovversiva,
il reato associativo.
Diventa più facile per il PM al processo dimostrare l'assunto; gli basterà esibire
la prova che Tizio conosceva Caio, che per il TdR è un pericolo pubblico, che
Sempronio conosceva Tizio, che conosceva Caio e il gioco è fatto. Con l'aria di
galera che tira di questi tempi è abbastanza chiaro qual'è il
rischio. Se poi aggiungiamo che ormai si fanno inchieste per supportarne altre
e
viceversa, allora si potrà cominciare a capire dove si vuole andare a
parare. E allora non possiamo gioire di questa sentenza solo per il fatto, che
essa
sembrerebbe scagionare noi ed altri compagni. Rispetto a questa sentenza,
come rispetto alle tante, troppe sentenze che escono in questi giorni, c'è
da dare battaglia politica. Noi non accettiamo la criminalizzazione di
nessuno!!!!
L'Avamposto degli Incompatibili
www.controappunto.org