IL CORAGGIO DI DIRE NO

Quando venne scattata questa foto, ad
Amburgo nel 1936, durante la cerimonia per il varo di un
veliero, August Landmesser aveva già avuto problemi col partito
nazista che lo aveva condannato a due anni di lavori forzati,
per aver sposato una donna ebrea ed aver avuto, con lei, due
figlie. Nella foto, si distingue chiaramente August, le braccia
conserte, mentre si rifiuta di tendere il braccio nel saluto ad
Hitler, che presenziava alla cerimonia. Si ignora quale sia
stata la sorte di quest'uomo. Quello che sappiamo per certo è
che le due figlie sopravvissero, ed una di loro, nel 1991,
riconobbe per caso il padre, in questa vecchia foto pubblicata
da una rivista in quell'anno.
Il coraggio di dire NO oggi lo ha chi lotta
a difesa dei propri territori, della propria salute e di quella
di tutti. Il coraggio di dire No è oggi di quei tantissimi
giovani che lottano per difendere la Valle di Susa dalla
speculazione TAV, di quei tanti cittadini che difendono il
territorio dalle discariche, dalle opere inutili, dalle
devastazioni . Il coraggio di dire NO è oggi di quegli operai
che salgono sui tetti e sulle gru, di quegli immigrati che
attraversano il mare mediterraneo nella speranza di avere
accoglienza ed un tozzo di pane, di quelle donne che non hanno
paura di poter vivere la propria vita e gestire il proprio
corpo.
PROCESSO MARLANE ANCORA UN RINVIO AL 24 FEBBRAIO
ANCORA SI GIOCA SULLA PELLE DEI MORTI
Quanta gente deve morire perchè la loro vita
venga presa in considerazione ? Non
bastano oltre cento morti ed ammalati di tumore ? A Paola nel
processo Marlane
evidentemente questi numeri non bastano. Forse qualcuno dovrebbe incendiarsi
davanti al Tribunale,immolandosi, scatenando una rivolta delle coscienze.
Perchè qui adesso si tratta di avere coscienza più che di senso della
giustizia.Coscienza per le sofferenze di intere famiglie
abbandonate dallo Stato e dalle istituzioni,
coscienza per chi ha sacrificato la propria vita per il lavoro, coscienza
per i sopravvissuti che ancora soffrono per le malattie
contratte in quella
fabbrica diventata un campo di concentramento. Ma purtroppo le
persone imputate di
omicidio colposo plurimo e di disastro ambientale non sono gente comune.
Qui come imputati, sempre contumaci, a dispregio della giustizia
italiana,abbiamo pezzi grossi, come Marzotto, insignito solo
poche settimane fa con
un francobollo commemorativo per le sue attività industriali, e
con lui dirigenti
della confindustria e del settore tessile veneto ancora
operativi e collegati
al mondo della finanza italiana. Il mondo politico calabrese
tace. Nessuno porta
solidarietà a questi familiari che non interessano a nessuno,
nessuno partecipa ai nostri sit-in che soli con i familiari
facciamo ad ogni udienza
a testimonianza che esiste una Calabria che vorrebbe essere
diversa. Ci troviamo
ad assistere all'ennesimo proditorio rinvio. Ad un estenuante
teatrino che gli
avvocati difensori dei kapò della Marlane, l'avv.Perugini in
testa a nome dei
Ghedini,Giarda,D'Ascola,Lucibello,Germanà
Tascona dello studio Pisapia, l'onorevole PDL Paolo Sisto,tirano
fuori ad ogni udienza. Spulciano tra un rinvio
e l'altro, fra le corrispondenze , le notifiche, le
convocazioni, e trovano
gli errori che anonimi cancellieri commettono e ne chiedono
subito
l'annullamento, che vengono immediatamente accolti dal
Presidente. La giustizia in
Italia funziona così. Chi è forte vince, chi è debole paga. Ed
eccoci al nuovo
rinvio. In una data davvero incredibile. Il 30 dicembre. Il
giorno prima di
Capodanno.
MA NOI CI SAREMO LO STESSO. CON LE NOSTRE
LENZUOLA BIANCHE SIMBOLO
DEGLI AMMALATI DI TUMORE DOVE E' SCRITTA TUTTA LA NOSTRA RABBIA
PER QUESTO PROCESSO
CHE NON VUOLE CELEBRARSI.
Si- Cobas coordinamento Calabria / Osservatorio Nazionale
Amianto / Rete Difesa
Territorio "Franco Nisticò" / CSOA Rialzo Cosenza / Associazione
Culturale
Skatakatascia U*CS Francavilla / Movimento Ambientalista del
Tirreno / ACSSA di
Montalto Uffugo

http://www.marx21.it/italia/sindacato-e-lavoro/838-appello-verita-e-giustizia-per-i-morti-della-qmarlaneq.html
RESISTEREMO UN MINUTO IN PIU' DEI PADRONI

ANCORA UN RINVIO NEL PROCESSO MARLANE. PROSSIMA UDIENZA
IL 24 FEBBRAIO ORE 9
ANCORA UNO SCHIAFFO AI TANTI MORTI PER LAVORO.
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Atto Camera Interrogazione a risposta
scritta 4-12452
presentata da ANTONIO BOCCUZZI giovedì
23 giugno 2011, seduta n.491
BOCCUZZI, LARATTA, ESPOSITO, VILLECCO
CALIPARI, CODURELLI, MIGLIOLI, MADIA, GNECCHI e SCHIRRU. - Al
Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
lo scorso novembre il giudice dell'udienza
preliminare del tribunale di Paola ha rinviato a giudizio i 13
imputati del «processo Mariane»; omicidio
plurimo aggravato, questa l'accusa; la
prima udienza del processo si sarebbe dovuta tenere il 19 aprile
2011; secondo l'accusa gli indagati avrebbero omesso il
controllo della sicurezza nella ex fabbrica della Marzotto; alcuni
di loro sono chiamati a rispondere anche di omicidio colposo:
non avrebbero fornito ai lavoratori dispositivi di protezione e
a vario titolo avrebbero omesso di vigilare sull'utilizzo degli
stessi da parte dei dipendenti; gli
indagati devono rispondere inoltre di disastro ambientale
all'interno e all'esterno dell'azienda; numerosi nel corso della
vicenda giudiziaria sono stati i rinvii causati dall'assenza dei
difensori degli imputati, impedimenti di avvocati-parlamentari
che hanno traslato nel tempo le udienze; nel
corso dell'udienza preliminare, il pubblico ministero, Antonella
Lauri, ha sostenuto che le patologie che hanno provocato i
decessi sono da collegare al mancato rispetto delle norme di
sicurezza nell'ex stabilimento di Praia a Mare; sono
in 107, tra operai ammalati e familiari di operai deceduti a
causa delle esalazioni tossiche respirate in fabbrica,
costituitisi parte civile in questo processo; diversi
rinvii, da ultimo l'udienza prevista per il 19 aprile di
quest'anno, rinviata al 24 giugno; rinvio dovuto ad un difetto
nella notifica, ovvero la mancanza nel fascicolo della notifica,
inviati a 5 avvocati della difesa di quattro pagine; questo
nuovo differimento giunge del tutto inatteso, anche alla luce di
un'eventuale scadenza dei termini di prescrizione per i vari
reati contestati -:
se non intenda, fermi restando i diritti della difesa, adottare ogni
iniziativa di competenza, anche normativa, per garantire la
speditezza dei processi, in modo tale da evitare che reati
della gravità di quelli descritti in premessa possano
rimanere impuniti. (4-12452)