LA CALABRIA IN VENDITA
Da Soverato a Soverato
Il dissesto idrogeologico della Calabria
Di Francesco Cirillo
Ritorniamo sempre sui luoghi dei delitti. Per ritrovare ancora dipinta con il gesso la sagoma del morto. Non sono morti di mafia. Non vengono catalogati in quel triste e lungo dossier, ma è come se lo fossero. I morti del dissesto idrogeologico si pagano e si vedono con il tempo. Morti insepolti come quelli della tragedia di Soverato, morti scampati come quelli di Vibo, morti viventi e spostati come quelli di Cavallerizzo. Una lista che si apre con l'esondazione dell'Esaro, a Crotone, il 14 ottobre 1996 che fece sei morti. E poi prosegue con Soverato il 10 settembre 2000 quando, per lo straripamento del torrente Beltrame, morirono 13 persone, quasi tutti disabili portati in vacanza da un'associazione, nel campeggio "Le Giare". E poi fu la volta di Cavallerizzo, la piccola frazione del comune di Cerzeto, nel cosentino, quando all'alba del 7 marzo 2005 franò l'intero paese. E poi ci fu Scilla, nel reggino, dove una frana il 31 marzo del 2005 fece deragliare un treno. L’ultima frana annunciata fu quella di Vibo nel luglio del 2006, dove perirono 4 persone fra cui un bimbo di appena 16 mesi strappato dalla furia delle acque all'abbraccio della mamma, centinaia furono i contusi, oltre 300 sfollati, più di 1.000 abitazioni invase dall'acqua mista a fango e detriti fino a due metri di altezza e rimaste senza luce e acqua, interi costoni del territorio montano franati a valle, strade e alberi divelti, uno smottamento di ben venti metri su un tratto dell'autostrada Reggio-Calabria, raccolti distrutti, attività commerciali e industriali allagate e danni che ammontano a decine di milioni di euro: questo è il tragico bilancio causato dallo straripamento dei fiumi Abate, Ancinale e Vallelonga avvenuto in seguito a un violento temporale di appena due ore . I dossier delle associazioni ambientaliste, quelle che la regione calabria paga per far dire loro che il mare della Calabria è pulito, in questo caso hanno ben delineato l’assetto idrogeologico della nostra regione. Un assetto completamente devastante che avrebbe bisogno di una serie di investimenti sostanziosi e che nessun governo fino ad ora ha definitivamente onorato. Della Calabria si parla solo quando si ammazza qualcuno o quando avviene la tragedia. La solita tragedia dove ogni cittadino calabrese, dal primo all’ultimo , risponde “ si sapeva” . le piogge sono iniziate. E sono violente come non mai. Ancora persiste aria calda su tutto il mediterraneo e bastano piccole correnti fredde per scatenare violenti temporali con acquazzoni di poche ore ma che sono di una violenza inaudita. Quest’anno non troveranno difesa . Le migliaia e migliaia di ettari di bosco bruciati quest’estate favoriranno le acque torrenziali, spostando masse di terra a valle che non risparmieranno niente e nessuno. La protezione civile dovrebbe lanciare da subito lo stato di emergenza e la regione calabria dovrebbe attivare da subito squadre di forestali, squadre di anti incendio boschivo, volontari e chi più ne ha più ne metta per monitorare e tenere sotto controllo il nostro devastato territorio. I fiumi si prepareranno a piene secolari ed anche qui bisognerebbe attivare squadre di controllo sui duecento fiumi calabresi nelle mani da sempre di speculatori della sabbia, di costruzioni abusive, di devastazione tagli indiscriminati. Un quadro veramente apocalittico ci aspetta e le responsabilità di quanto avverrà saranno solo ed esclusivamente della nostra classe politica che niente ha fatto fino ad ora per arginare questo drammatico problema a tutti conosciuto. Ci chiediamo, perché non è stata recepita la legge quadro nazionale sulla difesa del suolo, la 183 del 1989, perché non è stato attivato un censimento idrico (l'ultimo risale al 1968), un piano per i rifiuti che spesso finiscono lungo i fiumi creando dei tappi alle piene, un servizio geologico regionale e poi ancora la mancanza di una legge regionale per le cave e di regolamentazione delle attività estrattive. Infatti la Calabria è la regione che ha il più alto numero di imprese che realizzano nell'attività estrattiva da cava l'attività prevalente: ben 767, molte delle quali stando alla commissione antimafia gestite direttamente, o tramite prestanome, dalla 'ndrangheta. Il prelievo massiccio di materiale dal letto delle fiumare, insieme alla cementificazione degli alvei, agli incendi dolosi, al disboscamento selvaggio e, su altro versante, al deposito di rifiuti e materiali inerti che sbarrano la via all'acqua, sono solo alcuni degli elementi che danno la dimensione della castrofe annunciata. Una catastrofe annunciata anche nel dossier della Legambiente uscito nel 2006 , “La difesa del suolo in Italia, reperibile in pdf sul sito dell’associazione. Nel dossier si fa l’analisi completa del territorio italiano. La Calabria come al solito non se la passa bene. La percentuale del territorio a rischio è al 4,4 % per un totale di 1167 km quadrati di territorio interessato, mentre le frane registrare al 2004 sono state 8723 . Il Ministero dell’Ambiente, è scritto nel dossier, ha stimato il fabbisogno totale per gli interventi in circa 40 miliardi di euro, di cui 27 al Centro-Nord e 13 al Mezzogiorno. Fino ad ora i fondi stanziati per la difesa del suolo dal 1991 al 2005 sono di 5,3 miliardi di euro: 3,1 in seguito alla legge 183/89 (1991-2005), 1,5 dopo il Decreto legge 180/98 (1998-2005) e 0,7 dal Cipe (1999- 2005). Nonostante la spesa per gli interventi sia molto ingente e la necessità di attuare una seria politica di mitigazione del rischio sia evidente nell’ultima Finanziaria, per la difesa del suolo si è scesi da 200 a 120 milioni di euro. La riduzione dei fondi ha come primo effetto quello di penalizzare le attività di studio e ricerca delle Autorità di bacino, molto importanti per la programmazione degli interventi e della azioni di mitigazione del rischio idrogeologico . Una previsione sugli anni necessari ad attuare tutti gli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico non è possibile farla. Eppure per una regione come la nostra piena di disoccupati e precari, un piano serio di recupero del territorio come punto principale dell’azione del governo centrale vorrebbe dire creare posti di lavoro certi e una visione nuova del territorio che punti al recupero delle aree interne oltre che al recupero di una risorsa forte come è quella in Calabria della montagna e dei fiumi.
Ottobre 2007
Luoghi dello spirito, luoghi di cemento
Di Francesco Cirillo
C’è una moda imperante nella nostra terra di Calabria. Quella di riqualificare i luoghi dello spirito attraverso vari finanziamenti statali e spesso regionali. L’idea geniale venuta a qualche tecnico e politico esperti , sfruttando il Giubileo del 2000, è quella di sfruttare questi luoghi che dovrebbero essere di preghiera, di sollievo, di meditazione in luoghi di commercio e di turismo vario. Sorgono e sono sorti da qualche anno a questa parte una serie di strutture di ogni genere, spesso in cemento armato , a pochi metri da questi luoghi religiosi. Strutture che spesso ne stravolgono non solo l’aspetto paesaggistico ma anche quello intimamente spirituale. Da luoghi dello spirito diventano supermercato non solo dell’anima ma anche delle tasche dei commercianti che hanno la possibilità di aprirvi negozi.
Uno dei primi luoghi a organizzarsi in questi termini fu il Santuario del Pettoruto, a San Sosti. Un santuario nato nel 1600 a seguito del ritrovamento in un bosco sotto la montagna appunto del “pettoruto”, che vuol dire “roccia”, della bellissima statua della Vergine da parte di un uomo accusato ingiustamente di un delitto che non aveva commesso. Una madonna molto venerata dai calabresi che vedono in lei il simbolo della giustizia che trionfa sull’ingiustizia. Non c’è cella di un carcere calabrese dove non ci sia l’immaginetta di questa Madonna. Ebbene a pochi metri dal piazzale antistante il Santuario sono nati una serie di negozi dove vendono di tutto. Dai vari film in DVD, qualcuno anche abbastanza spinto, alle catenine, agli articoli da mare, alle scarpe, e naturalmente foto e video della madonna del santuario. Il corridoio da attraversare prima che lo spirito si cominci a sollevare è proprio quello del commercio. Un commercio fiorente a quanto pare che viene gestito direttamente dal comune e dal quale i parroci che gestiscono il santuario ne prendono decisamente le distanze. In una mia visita avvenuta qualche anno fa , notai proprio in uno di questi negozietti un film pornografico. Ne avvertii con una lettera pubblica il vescovo, che mi rispose , anch’egli pubblicamente che purtroppo i parroci del Santuario non potevano avere alcuna competenza nelle vendite dei negozi nei pressi del Santuario e che tutto era delegato al buon senso del venditore stesso. Io aggiunsi anche del visitatore. La stessa operazione commerciale si stava per mettere in atto in un altro Santuario . Quello di Santa Maria delle Armi a Cerchiara Calabra. Santuario costruito attorno al 1190, letteralmente incollato sul costone di una montagna dalla quale è possibile vedere il mare jonio. E’ uno dei luoghi più belli della Calabria e dove i pellegrini vi arrivano con una bellissima strada che parte da Cerchiara. E’ l’unica strada per arrivarci. Che senso aveva quindi approvare la costruzione a meno di cento metri dal Santuario di una casetta in cemento armato come luogo di informazione turistica ? Costruzione che venne approvata con delibera di giunta del 3 maggio 2006 dal Comune di Cerchiara di Calabria, con tanto di autorizzazione anche della Soprintendenza dei beni Ambientali. Ma qui appena i cittadini hanno saputo di cosa stava accadendo si mobilitarono per impedire che venisse messo in atto un crimine vero e proprio. L’intervento dell’assessore all’Ambiente della provincia Luigi Marrello, fermò tutti i lavori, costringendo il Comune a ritirare la licenza e bloccare i lavori. Ed ora tutto è fermo per fortuna. Resta solo la ferita di uno scavo iniziato a pochi metri dal santuario. Ma se è andata bene a Cerchiara grazie alla mobilitazione della popolazione , lo stesso non può dirsi per il santuario della Madonna di Costantinopoli posto sul fiume Lao a Papasidero.

Un posto magico, dove natura e misticismo si intersecano e fanno innamorare del luogo chiunque vi si rechi a visitarlo. Qui si è proceduto alla ristrutturazione del tetto del santuario bruciato in un pauroso incendio qualche anno fa. La ristrutturazione eseguita direttamente dalla Soprintendenza di Cosenza , ha non solo messo in discussione la colorazione dell’antico campanile ma anche la roccia dietro il santuario. Un delitto vero e proprio è stato autorizzato in questo luogo. E’ stata permessa la copertura in cemento dell’intera roccia. Uno scandalo che non ha minimamente fatto muovere né il Comune, né tantomeno la Soprintendenza di Cosenza che ha gestito direttamente ogni tipo di intervento. Ora un Comitato spontaneo di cittadini ed ambientalisti chiede che tutto venga ripristinato come prima. Il sindaco di papasidero si difende nelle scelte fatte ed il Comitato chiarisce meglio la sua posizione: “ Il Comitato Civico di Papasidero, scrive, fa osservare che il problema del santuario di S.Maria di Costantinopoli a Papasidero è oggettivo, come la brutalità con cui è stata cementificata la rupe sovrastante il tempio. Nessuno ha mai gettato infamia sulle progettiste che hanno seguito i lavori di Papasidero nè tantomeno sul sindaco di Papasidero, dato che è la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Cosenza a dover rispondere dello scempio autorizzato senza delegare altri a farlo per lei, però la verità non poteva essere omessa e la verità è che un campanile antico adesso è stato reso nuovo ed uniformato col rosa e bianco al di sotto di una roccia grondante di cemento in pieno Parco Nazionale del Pollino a dispetto di ogni vincolo paesaggistico e tutto a spese dei cittadini . Non è giusto cancellare la memoria storica del monumento uniformando col rosa e bianco il campanile senza rispettare l'ocra e bianco del tratto basale che tutti ricordano e che è ben documentato da più autorevoli fonti e documenti provenienti dalla Diocesi di S. Marco Argentano, dall'Ente Parco Nazionale del Pollino, da libri etc. Non serve sottolineare meraviglie compiute all'interno dell'antico tempio sul fiume Lao o nelle sue cripte quando il paesaggio langue sotto il cemento e le colorazioni inopportune. Quello che più interessa al visitatore del Santuario di Papasidero è il colpo d'occhio che dava il monumento grazie alla cornice vegetale ora sostituita dal cemento e dai ganci metallici sulla roccia, cosa di cui nessuno ha mai risposto nulla, e sotto il quale sono stati compiuti i restauri ! Si sottolinea come il campanile sia stato colorato in maniera inopportuna senza tenere conto delle cromie originali con particolare riguardo al tratto basale della torre campanaria ora ingiustificatamente uniformata col rosa e bianco. Infine meraviglia non poco l'ostinata volontà di compiere altri interventi secondari impiegando denaro pubblico senza tentare di risolvere il problema della tremenda offesa al paesaggio inferta dagli esperti che sono intervenuti sulla roccia e da quelli che hanno colorato rendendola nuova la torre campanaria del santuario, perla sulle sponde del Lao “.
Al Santuario della Madonna della Grotta di Praia Mare invece ci ha pensato il sindaco Biagio Praticò . Le origini di questo santuario risalgono alla presenza dei monaci greci del secolo X che percorrevano la costa tirrenica. Questo territorio faceva parte della zona monastica del Mercurion e quindi partecipò al fervore ascetico che caratterizza il monachesimo calabro greco del secolo X . Qui il sindaco esperto nella costruzione di mega alberghi nei luoghi più impensabili dal punto di vista della bellezza paesaggistica, si è inventato un ascensore. Un ascensore che spaccherà in due la parte sinistra della montagna che porta alla grotta ed i cui lavori inizieranno presto. Una scalinata è stata usata per secoli ora anche questo luogo del mistero e del culto verrà tecnologizzato, con la scusa di portarvi su anziani e disabili. Perché non costruirvi anche un piccolo albergo alla sommità della montagna ? Se questo ragionamento si facesse su tutti i luoghi di culto in calabria, quasi sempre inaccessibili, sarebbero centinaia e centinaia gli ascensori, le funivie, i tapis roulant, da costruirvi. L’inaccessibilità ad un luogo fa anche questo parte, del cammino sofferente dell’anziano, del disabile che deve essere trasportato ed aiutato da altri fedeli in un cammino che si fa insieme con la fede verso la madonna e il santuario prescelto. Un albergo o qualcosa di simile , si è costruito da diversi anni vicino ad una bellissima Chiesa, in un luogo stupendo dal punto di vista paesaggistico. Si tratta della Madonna della Neve a Buonvicino. L’opera ottenne un finanziamento di ben 1 miliardo ed ottocento milioni negli anni novanta. Pur essendo inutilizzata ottenne un secondo finanziamento di 250 milioni di vecchie lire nel 2000, ed infine qualche anno fa un nuovo finanziamento di ben 250 mila euro. La mega struttura, che domina la bellissima vallata del Sarapodolo è fornita di 36 posti letto ed un enorme sala ricevimenti capace di accogliere 200 persone. L’opera è abbandonata ed il comune non sa ancora come utilizzarla. Una casetta in legno invece è stata costruita su un basamento in cemento a qualche centinaio di metri dalla piccola Chiesetta di Serra la Croce nel Comune di Belvedere. Qui la situazione mistica è davvero unica. Per arrivare in questo luogo si devono percorrere circa tre ore di camminamento a piedi. Ci si va una volta sola all’anno. Il 21 giugno giorno del solstizio. I ragazzi ci vanno la sera prima con le tende e aspettano l’alba insieme, intorno a fuochi improvvisati. Non ci sono strade, nè ascensori, né altro. La gente, i pellegrini, anche fette di visitatori tedeschi, si incamminano a piedi in fila, già dalla mattina presto. Già la passeggiata per i monti di Belvedere è uno spettacolo. Tutti, dal prete, alla banda musicale, al fuochista, tutti devono incolonnarsi e salire per tre ore, facendo conoscenze nuove, scambiandosi il cibo, passandosi l’acqua. Un associazione che si chiama Gli Amici della Montagna ha pensato bene di rompere questa unicità mistica costruendovi questo casotto che non serve assolutamente a nulla. Anzi è diventato l’attrazione di motociclisti che salgono i viottoli di montagna con le loro moto Trial, rumorose e inquinanti, rompendo i silenzi della foresta, spaventando nibbi e aquilotti, investendo animali, rompendo siepi e alterando l’ecosistema che si è creato in quei luoghi destinati a tutt’altro. Nessuno ha impedito che tutto questo avvenisse . Sempre a Belvedere M.mo non si è risparmiato neanche il glorioso e famoso Convento dei Cappuccini, dedicato al patrono san Daniele Fasanella, edificato su una collina vicino il centro abitato nel 1597. Qui riposano anche alcune ossa di San Valentino. A 50 metri da questo luogo, meta degli innamorati e di numerose coppie di sposi, sta per sorgere un enorme complesso edilizio. Una spianata gigantesca di un bellissimo promontorio collinare è stata già compiuta ed il cemento ha già preso il posto di alberi e bellissime piante che prima facevano da cornice al Convento. Un progetto di qualche anno fa fu fortemente osteggiato dal padre Cappuccino Padre Terenzio e non se ne fece più niente. Ma alla sua morte nuovi speculatori sono tornati all’attacco di quella collinetta della quale ora non resta più niente. Ma un danno ancora più spaventoso è stato compiuto a Paola, nel Santuario di San Francesco di Paola. Il giubileo del 2000 ha destinato circa dieci miliardi per una nuova Chiesa dedicata al santo calabrese. Dieci miliardi ai quali si sono aggiunti tantissimi altri denari raccolti fra i numerosi fedeli che seguono da vicino le vicende del santo. La Chiesa nuova è stata costruita tagliando a metà una grande collina che scendeva fino a pochi metri dalla famosa sorgente della Cucchiarella. E’ stato tagliato tutto rientrando dentro nella montagna per diversi metri. Nello spazio è stata creata questa bruttura. Un hangar a forma di Chiesa. Con un altare al centro del parallelepipedo e le sedie e i banchi ai suoi lati. Una mostruosità terrificante che è stata presentata come un qualcosa di moderno e che non credo che a San Francesco santo dei poveri sia piaciuto tanto.
su Mezzoeuro del 21 aprile 2007
SOS CIRELLA
SOS BENI AMBIENTALI ED ARCHEOLOGICI
Una colata unica di cemento da Fiumefreddo a Maierà passando per Cirella.
Di Francesco Cirillo
Non si arresta la colata di cemento che sta investendo il tirreno cosentino da un anno a questa parte. Una colata accelerata anche dalle paventate Linee guida emanate dalla Regione calabria che hanno spaventato proprietari terrieri e costruttori, spalleggiati dai sindacati edili che vedono , insieme ad un certo ceto politico solo nello sviluppo edilizio il futuro della Calabria. Partiti di sinistra si sbracciano in alcuni paesi contro la cementificazione selvaggia, dimenticando che sia alla Regione che alla Provincia, hanno validi rappresentanti in giunta e negli uffici stessi che emanano autorizzazioni a non finire. E’ un gioco all’inganno. Si grida, si urla, per mantenere fede all’elettorato ed alla cittadinanza più sensibile alle tematiche ambientali, ma poi nella sostanza molte licenze e autorizzazioni portano la firma della Regione e della provincia. Il più grande disastro che si sta preparando nel Pollino , con la strada Scalea Mormanno è un segno evidente di questa contraddizione, così come lo è , ed è enorme l’avvio della grande speculazione edilizia europea che risponde al nome di Europaradiso, sul fiume Neto a Crotone.
Che valenza e credibilità potrà mai avere una Regione , nell’emanare le future Linee guida se Europaradiso verrà approvato e costruito ? Alcuni alberghi si possono fare altri no ? 16 alberghi sul Fiume Neto sono rispettosi dell’ambiente ed uno davanti a Fiuzzi di Praia a Mare non lo è ? E le strade di penetrazione ? La strada Scalea Mormanno, ma anche quella iniziata che spacca in due le Serre, si possono fare, ed una strada di periferia che congiunge due contrade , semmai, questa no ? Se non scattano immediatamente le norme di salvaguardia su tutto il territorio calabrese, ed è questa la battaglia che le associazioni ambientaliste ed i circoli dei partiti di base , dovrebbero fare, non resterà niente del territorio calabrese, ed a questo punto si potrà fare anche il Ponte sullo Stretto ( molti tra i DS e Margherita d’altra parte ci credono ! ). E nello sfascio edilizio del Tirreno cosentino la magistratura paolana cosa fa ? Sequestra per conto della capitaneria di porto il lungomare di Diamante ! E’ il massimo del paradosso giudiziario. Stanno cementificando ovunque , da Fiumefredo a Cirella, adesso finanche , iniziano nei paesi dell’interno come Maierà, e cosa si trova di meglio da fare che sequestrare un lungomare !!! . E perché questo ? perché il demanio ne rivendica il suolo ed il possesso. E sul lungomare di Diamante , altro paradosso interviene anche la Soprintendenza dei beni ambientali. Perché si costruisce a Cirella vicino al mausoleo Romano ? No lì è tutto autorizzato e si può rompere tutto. Sono le aiuole che non possono cambiare lo stato dei luoghi. E quindi se il comune vuole sostituire ( non tagliare !) degli alberi ammalati con alberi giovani e si vogliono eliminare le aiuole queste devono restare , semmai con un panno finto verde, giusto per non alterare l’ambiente !!! Secondo la Soprintendenza invece sulle colline si può costruire, anche dove esiste un vincolo. Un vincolo fatto dalla stessa Soprintendenza dei Beni Ambientali il 30 novembre del 2000 ed approvato dal Comune di Diamante solo un anno fa. Nel vincolo è allegata una piantina dove tutta la zona attorno al Mausoleo resta sotto protezione della soprintendenza. Nel senso che si può costruire ma solo dietro parere della Soprintendenza . Quindi le villette attorno al Mausoleo non sono abusive , ma sicuramente autorizzate dalla Soprintendenza , oltre che dal PRG di Diamante, che così scrive nel suo decreto a proposito dell’area attorno al Mausoleo Romano: “ Ancora più a sud è stata intercettata nel 1959 una necropoli romana imperiale databile tra la prima metà del II secolo e gli inizi del III sec. A monte della variante della SS18 domina il paesaggio il mausoleo funerario a pianta centrale, databile al secondo secolo DC, uno dei monumenti romani meglio conservati della regione. Ritenuto per quanto esposto che l’area da esaminare sia da classificare tra le zone di interesse archeologico indicate dall’art.146 comma 1 lett.m del DLvo n.490 del 29. 10.1999,poiché possiede rilevanti valori archeologico monumentali, in parte già tutelati ai sensi della legge 1089/39 nonché valori ambientali e paesaggistici che vanno parimenti tutelati e garantiti, Dichiara la zona sita in Comune di Diamante nei limiti sopra descritti ed indicati nell’allegata planimetria che costituisce parte integrante del presente decreto sottoposta a vincolo ed alle prescrizioni previsti dallo stesso decreto legislativo”.
Insomma si sta costruendo un cerchio di cemento attorno al Mausoleo, in una zona dove sicuramente esistono tombe romane, resti della civiltà greca, manufatti romani, chiesette e cappelle medioevali. Chi controlla il lavoro delle ruspe ? Chi controlla se esistono eventuali ritrovamenti ? Solo due anni fa nei lavori di ristrutturazione di un vecchio edificio a poche centinaia di metri dal mausoleo Romano venne ritrovata una tomba romana, delal quale non si sa che fine abbia fatto. Di certo i lavori non vennero fermati, di certo quella tomba non è più a Cirella ! Sempre sul tirreno cosentino nonostante le denunce di un coraggioso cittadino di Fiumefreddo, il cemento continua a far da padrone. In località Fiume di Mare, in via S.Mamistra a poche decine di metri dal mare due enormi fabbricati in cemento stanno prendendo posto di una area verde. Tutto questo in contrasto con il PRG del Comune. La concessione edilizia prevede la realizzazione di circa 980 mq di costruzione, circa dieci appartamenti ed è stata ottenuta grazie alla semplice domanda di ampliamento e sopraelevazione di un modestissimo fabbricato preesistente di circa 90 mq. Nonostante le denunce di un cittadino e l’apertura di un inchiesta da parte della Procura di Paola e la relazione tecnica del CTU della Procura, i fabbricati inesorabilmente vanno avanti. Come vanno avanti i lavori per la costruzione del Palamostro di Bonifati, con tanto di autorizzazione della Provincia e della Regione. Lo sbancamento del terreno è già iniziato e la cosa buona che ha ideato il sindaco di Bonifati è stata quella di portare il terriccio dello scavo lungo la spiaggia per ampliare una vecchia strada . Come dire che non bisogna mai buttare via niente ! Buttare il terriccio sulla spiaggia di Bonifati è una vecchia abitudine. Segnalammo da poco la presenza di traversine all’amianto sulla spiaggia e quelle traversine ancora sono nelle stesso luogo dove vennero fotografate, senza che né la provincia né il demanio marittimo intervenissero minimamente per togliere quello scempio ambientale e di pericolo per la salute di chi fa il bagno in quella spiaggia.
Avere il mare pulito è l’unica preoccupazione della nostra dirigenza provinciale e regionale e dei nostri sindaci. L’industria turistica si basa solo su questo. E chi viene a fare le vacanze qui non ha certo sensibilità rispetto a qualche albergo in più o in meno. Vuole solo fare il bagno ed è solo questo che bisogna garantirgli. Per il resto tutto può continuare come prima e più di prima. Ma le speculazioni edili ora cominciano a spostarsi sui paesini dell’interno. Le colline sono oramai disastrate, sulla spiaggia è tutto costruito, nei paesi della costa è più o meno tutto saturo, ed ecco l’assalto cementifico all’interno. Il paese da colpire con il cemento è Maierà. Un paese che si affaccia sulla costa e che è da anni colpito da varie devastazioni ambientali. Solo un anno fa un intera montagna, di proprietà del comune è stata tagliata di tutti i suoi alberi con tanto di autorizzazione della Forestale, per portare qualche quattrino alle casse comunali. Da qualche mese esiste una cava che sta tagliando a metà una collina a confine con il Parco del pollino , i cui massi viaggiano per la ss 18 per andare a difendere dal mare gli alberghi in località Calabaia del Comune di Belvedere M.mo autorizzati a costruire in una zona ad alto pericolo erosivo. Ma tutto questo non basta. Il territorio di Maierà ha una vasta estensione che giunge fino ai confini con il Comune di Diamante e con il bellissimo Fiume Corvino che sfocia sul tirreno. Ai confini di questo fiume , grandi alberi secolari, grandi boschi fatti di querce, platani, flora e fauna mediterranea che rischiano di essere distrutti. L’Amministrazione Comunale ha già deciso di autorizzare questa trasformazione di terreni agricoli in terreni edificabili. Per fare questo si è dovuto approvare una settimana fa , in una controversa seduta di consiglio contestata dalla opposizione capeggiata dal consigliere ed ex sindaco Raffele Perrone, una variante al piano regolatore di Maierà. Nel piano regolatore era prevista una zona di completamento per alberghi ed attività turistiche ma queste zone erano state individuate in prossimità del centro abitato . Ora lo spostamento di questa aerea sui terreni di un proprietario terriero di Diamante. La possibilità di poter costruire su ben 136 mila mq di terreno ex agricolo, un megavillaggio con albergo, ristorante ed altre attività. Una speculazione enorme che va ad intaccare un area bellissima al confine con il parco del Corvino. Anche in questo caso se non intervengono autorità sovracomunali il cemento coprirà vecchie coltivazioni ed alberi secolari. E sarà solo l’inizio !
Su Mezzoeuro del 6 maggio 2006
SOS CIRELLA DI DIAMANTE (cS)

(sulla sinistra il Mausoleo del II dC, sulla
destra il cemento che avanza)
Il Movimento Ambientalista del Tirreno chiede un rapido intervento
alla Soprintendenza dei beni Archeologici di Reggio Calabria ed agli
assessori Tommasi e Tripodi per fermare ciò che sta accadendo nel Comune di
Cirella di Diamante. Un tripudio di ruspe e camion e cemento devastano il
territorio cirellese attorno al Mausoleo, al promontorio ed ai ruderi, senza
un minimo controllo da parte di chicchessia. Altre lottizzazioni sono pronte
a partire sempre di più pericolosamente vicine al mausoleo Romano ed ai
Ruderi medioevali. E ' ora che la politica faccia sentire la propria
voce su Cirella e blocchi tutto quanto sta avvenendo. Il PRG di Diamante , è
la madre di tutti i mali, e spesso gli stessi amministratori non hanno
gli appigli legali per rifiutare licenze edilizie pena pagare in ricorsi
legali dei privati grosse somme, ma la regione ha i mezzi per intervenire
con un decreto speciale , su una zona che è già vincolata con un decreto
specifico, e che le stesse Soprintendenze non rispettano come
dovrebebro , emanando esse stesse autorizzazioni a costruire. Il grave danno
politico ed ambientale su Cirella è che non ci troviamo di fronte ad
un abusivismo edilizio, ma ad una cementificazione legalizzata in un
area dove si dovrebbe stare altamente in attenzione proprio per il
grande bene di natura archeologico in esso conservata. Riteniamo grave il
silenzio dei politici alla Regione, su Cirella e su Diamante in generale,
nonostante ogni giorno appaiano sui giornali articoli su cemento e
cementificazione. E' necessario far invertire la rotta e questo può avvenire
solo invocando un decreto di
salvaguardia sulle aree archeologiche e di grande interesse naturalistico ,
in attesa delle Linee Guida emanate dalla Regione Calabria. Se aspettiamo la
fine dei lavori della commissione "Paesaggi ed identità" , istituita
dall'assessore al territorio, di paesaggio non resterà nulla e di identità
non se ne vedrà neanche con il lumicino.
Alla Soprintendenza Beni Architettonici
e per il Paesaggio della Calabria
Piazza Valdesi n. 13 - 87100 Cosenza
ALLA Soprintendenza Alle Antichita' Della Calabria
Piazza De Nava, 26
89122 Reggio Calabria (RC) -
Diamante 27 Aprile 2006
Chiediamo un vostro immediato intervento per quanto sta accadendo nell'area
archeologica di Cirella e in particolare attorno al Mausoleo Romano e nei
pressi dei Ruderi di Cirella. Nonostante tutta l'area sia protetta da un
vostro decreto del 13.12.2000 e nonostante lo stesso comune di Diamante
abbia approvato tale vostro decreto, le costruzioni attorno alle aree in
questione imperversano giorno dopo giorno. Stiamo assistendo nelle ultime
settimane ad una devastazione ambientale senza precedenti ad opera di un
villaggio posto a pochi metri dal Mausoleo Romano. Le ruspe sono al lavoro
senza alcun controllo nelle vicinanze del Mausoleo . E nessuno può conoscere
cosa si trova scavando in quelle vicinanze dal momento che nessuno è
presente negli scavi delle fondamenta di tale villaggio. Siamo anche a
conoscenza che altri villaggi sono stati autorizzati dall'Amministrazione
Comunale sempre in area sotto il vostro decreto di protezione e anche questi
pericolosamente vicini sia al Mausoleo che ai Ruderi di Cirella. Per questi
motivi e per le preoccupazioni che numerosi cittadini evidenziano in
continuazione, per le attività delle ruspe e delle cementificazioni,
chiediamo un vostro sopralluogo in tutta l'area e il blocco di tutte le
concessioni edilizie. Certi di un vostro rapido intervento
Movimento Ambientalista del Tirreno
ALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DIEGO TOMMASI
REGIONE CALABRIA
ALL'ASSESSORE AL TERRITORIO MICHELANGELO TRIPODI
REGIONE CALABRIA
Salviamo l'area archeologica di Cirella
Chiediamo un intervento speciale ed immediato su Cirella di Diamante. Una
serie di vari villaggi turistici minacciano sempre di più tutta l'aera
archeologica di Cirella dove esistono due insediamenti archeologici
importanti ed interessanti quali i ruderi medioevali dell'antica Cirella e
il Mausoleo di Epoca Romana del II sec. d.C.Tali insediamenti sono protetti
da un decreto di vincolo emanato dalla Soprintendenza Archeologica di Reggio
Calabria il 30 novembre del 2000 ed approvato dal Consiglio comunale di
Diamante nel 2005. Nonostante tale vincolo comprenda tutta l'area del
territorio archeologico di Cirella le costruzioni proseguono a ritmo spedito
senza alcun controllo e senza alcuna presenza agli scavi che ruspe operano
in continuazione per le fondamenta dei villaggi turistici . L'aera , come
scrive la Soprintendenza nel decreto emanato è piena di tombe, reperti
archeologici, resti monumentali . Per tutto questo chiediamo un decreto
speciale della Regione calabria che blocchi tutta l'area secondo la stessa
mappa che la Soprintendenza Archeologica ha allegato al decreto
stesso.
Movimento Ambientalista del Tirreno
Diamante 1 maggio 2006
Predatori sempre all’attacco dell’immenso patrimonio archeologico e ambientale del Cosentino ,solo parzialmente riportato alla luce e senza adeguata protezione.
di Francesco Cirillo
L’ambigua politica delle concessioni e le tante disattenzioni
Nella polemica e nella denuncia sulle nostre coste e sull’assalto ad essa dei nuovi pirati del cemento si è spesso parlato del nostro bene- ambiente. Più volte si è parlato dei nostri monumenti e di come essi sono mantenuti. Beni di grande valore, spesso messi in pericolo non solo dall’incuria del tempo e degli uomini , ma anche dalla cementificazione sempre più vicina ad essi. Vediamo ora da vicino come è la situazione nella nostra provincia.Nei numerosi convegni che si organizzano in Calabria sulle vane scoperte archeologiche e sui vari ritrovamenti, si assiste ad una corsa tra politici a tutti i livelli, per accreditarsi come salvatori della storia e del bene storico, a dir poco penosa e alquanto patetica, almeno per chi conosce lo status di molti di questi monumenti. La Calabria per la grande mole di ritrovamenti e reperti storici, che vanno dal Paleolitico fino ai Normanni, dovrebbe essere la regione con più musei, più parchi archeologici, più monumenti tutelati e restaurati, di fronte ai quali dovrebbero esserci file di turisti e ragazzi di scuole. Ed invece a cosa assistiamo? Ad un continuo morire di questi monumenti fra cemento, strade asfaltate a pochi metri da questi , ed interventi di restauro a dir poco discutibili, di tutto il nostro patrimonio storico. La Regione Calabria non ha mai steso un piano archeologico sul quale puntare e tutto viene lasciato alla spontaneità di qualche sindaco amante dell’arte, piuttosto che a qualcosa di programmato e preordinato.Eppure con la grande quantità di beni archeologici ancora recuperabili la Calabria potrebbe puntare su un turismo di qualità che duri veramente 12 mesi all’anno.
Le città perdute.
Non meno gravi, in tutto questo, le responsabilità delle Soprintendenze Archeologiche e ai Beni ambientali e culturali di Cosenza e Reggio Calabria, preposte alla tutela di questi monumenti , che spesso proprio per la loro superfìciale tutela del territorio concedono facili autorizzazioni per costruzioni di ville, strade, parcheggi inutili. Sono stato a Castiglione di Paduli un mese fa. Qui sono stati ritrovati le mura della antica città brucia di Cossa. L'insediamento si trova alla sommità di una collina delimitata dai torrenti Coseria e Scarmaci ad otto km dal mare nella sibaritide. Giulio Cesare nel "De bello Civili" menziona un centro abitato di nome Cosa nel territorio di Thourioi (Sibari), prima ancora lo storico Ecateo da Mileto (VI° secolo a.c.) parla di una città enotria di nome Cossa, questi frammenti storici fanno pensare proprio al sito di Castiglione di Paludi come il centro abitato dell'antica città enotria di Cossa. I dati archeologici attestano una frequentazione del sito sin dall'epoca del ferro (900 - 750 a.c.) periodo a cui risalgono le 50 sepolture con corredi ricchi di armi, fibule, lamine decorate, braccialetti, e ceramiche d'impasto, rinvenute negli anni cinquanta. Le maggiori testimonianze archeologiche risalgono al periodo Brettio (IV° sec. a.c.) della città : le mura di cinta costruite in blocchi squadrati di arenaria disposti a secco secondo la tecnica incontrata anche nei siti di Pietrapaola e Cariati; due torri a pianta circolare stavano a difesa della porta d'ingresso alla città, altre due torri circolari sono state rinvenute sulla sommità della collina. all'interno della cinta muraria, una strada collegava la porta d'ingresso al cosiddetto teatro a pianta semicircolare addossato ad un pendio naturale, che poteva accogliere circa 200 persone, ma verosimilmente si tratta di un luogo pubblico adibito a riunioni ed assemblee (350 - 300 a.c.). Oltre ad una cisterna, sono stati rinvenuti resti di abitazioni risalenti a due fasi costruttive: alla prima fase appartengono quelle in blocchi di arenaria, mentre più recenti sono quelle abitazioni costruite in ciottoli di fiume. Il ritrovamento all'esterno della porta di un deposito di terrecotte votive, testimonia la presenza di un luogo di culto all'esterno della città. Un ritrovamento quindi importante per tutta la Provincia di Cosenza e la Calabria. Ebbene tutto è in balia di vandali e predatori. Mi è bastato scavare qualche centimetro sotto terra per ritrovare i resti di un anforetta che ho posto in una mano per fotografarla per poi risotterrarla. A poche centinaia di metri dalla città di Cossa, ecco un enorme caseggiato. Sarebbe il Museo della città. Ma se non ci sono scavi né altro cosa si dovrebbe mettere nel museo ? Il solito spreco di danaro pubblico. E’ come costruire le dighe in Calabria senza avere l’acqua a sufficienza per riempirle ed utilizzarle. Ma Cossa non è il solo esempio di beni archeologici non valorizzati. LA PROVINCIA DI Cosenza e la costa tirrenica ne è piena. Da Tortora, a Praia a Mare, passando per i paesi dell’interno tutti ricchi di Chiese abbandonate, di mura di origini greche e romane, di castelli, di antichi palazzi nobiliari. Opere d’arte di immenso valore che potrebbe diventare una fonte di ricchezza per tutti.
LAOS, CIRELLA, SKIDROS
Laos : I resti della città fondata dai sibariti, nei pressi del fiume Lao, sono completamente abbandonati, senza guardiani, né alcuna recinzione, in balia di turisti in cerca di souvenir e tombaroli in cerca dì guadagni. Tutto è stato miseramente lasciato decadere, inevitabilmente
Ruderi di Cirella: Sono pochi gli esempi di cittadine medioevali ancora in piedi. Cirella ne è un esempio. Resti della Cirella greca sono ancora sottoterra, mentre quelli di epoca medioevale stanno cadendo l'uno dopo l'altro nell'indifferenza di tutti. Una chiesa all’interno dei ruderi è stata spesso utilizzata come stalla. Nei pressi dei ruderi esiste un convento francescano del 1400 completamente in rovina e sede di sospetti riti satanici, ma che per fortuna da pochi mesi è stato in parte restaurato. Un intervento che bisognava fare circa venti anni fa , quando all’interno esistevano ancora dipinti bizantini, altari in marmo e vari arredi in muratura.
IL PIANO DEI GRECI A BUONVICINO: Il prof. Francesco casella nel suo libro “La storia arcaica di Buonvicino” parla ampiamente della città di Skidros. “ “la fortezza di Skidros, già possesso dei Lucani nel 389.aC dopo la distruzione di Laos e la conquista romana, allorché venne meno lo scopo per cui fu edificata, perse ogni importanza e fu abbandonata quando più a valle sorse il nuovo villaggio di Salvato. Tranne l’abbondanza di resti fittili, di Skidros non rimane più nulla se non il sito che è uno dei più suggestivi dell’Appennino meridionale e che richiama alla mente il tipico paesaggio della Grecia.
LA GROTTA DEL ROMITO
Si trova nella frazione di Avena nel comune di Papasidero. E' l'unica testimonianza della presenza dell' uomo nel Paleolitico, parliamo quindi di 15-20 mila anni fa. La grotta è stupenda, di un fascino unico . All’interno vi sono degli scavi iniziati quasi quindici anni , per portare fuori il fango che si è accumulato negli anni e riportare il livello attuale a quello iniziale, lavori mai terminati. Il lavoro potrebbe far scoprire nuovi ritrovamenti, dal momento che la grotta è stata abitata come dimostrano sia gli scheletri ritrovati che un graffito ritrovato su un enorme masso fuori la grotta dove è scolpito un bue, segno della presenza di questo animale nella zona. Una zona di alto interesse quindi, naturalistico e storico. Ebbene con tutte le autorizzazioni necessarie a pochi metri da tale grotta e stata autorizzata la costruzione di una strada che dal fianco di tale grotta va verso il fiume Lao. Da qui con un ponte poggiato su due piloni in cemento armato , si raggiunge la contrada Campitello di Laino Borgo sulla sponda opposta. Quale sia l’utilità di questa strada non ci è dato a sapere. Dato positivo è l’apertura di un piccolo Museo , nei pressi della grotta finalmente recintata, dove è stato ricostruito l’ambiente della grotta paleolitica .
I culti copti nella valle del Lao: E’ il prof.Orazio Campagna che ne parla in un suo libricino intitolato “San Nilo di Rossano”. “ Inoltre, sulla destra del Lao, ai margini di una strada che conduce a Snta Domenica Talao,in una chiesetta ora adibita a ovile si praticava il culto copto del martire Filèa, già vescovo di Tmui, fatto decapitare dal prefetto romano Culciano nel 306 ad Alessandria di Egitto.
LE TORRI NORMANNE
Tutte le torri di avvistamento costruite dai normanni dal 1200 in poi sono in pericolo di crollo, o forse peggio, rischiano di essere vendute a privati e trasformate in discoteche, in pub, o bar. Esempio eclatante è la torre Talao di Scalea, simbolo di Scalea stessa che dovrebbe essere trasformata da un privato in un ristorante con bar e discoteca.
IL MAUSOLEO DI CIRELLA
La peggiore cementificazione è stata permessa attorno a questa importante opera del 2° secolo dopo Cristo. Molto probabilmente una tomba-mausoleo fatta costruire dall’Imperatore Eliogabalo e dedicata al dio Sole . Uno dei rari esempi di edificazione romana nella Calabria. Negli anni Settanta è stato permesso il passaggio della superstrada a soli due metri dal monumento. Poi negli anni Ottanta la costruzione di un villaggio nella stessa area archeologica. Recentemente è stato permesso l'allargamento di una strada pedonale per permettervi il passaggio di mezzi per raggiungere una nuova speculazione edilizia, nonostante le opposizioni degli ambientalisti. Dopo cinque anni il Tar ha decretato la non abitabilità di quelle case essendo illegittima la licenza concessa.
IL PROMONTORIO DI CIRELLA
Su questo promontorio esistono le fondamenta e pezzi di mosaico di due ville romane. Nei pressi di queste ville i resti di un porto, forse il porto dei Focesi declamato per la propria bellezza da Plinio. Data l'importanza di questi reperti, dal 1992 il ministero ai Beni Culturali con un decreto speciale ha dichiarato di grande interesse archeologico tutto il promontorio e le zone limitrofe. Nel 96 in barba a tale decreto e con un infinita serie di cavilli giuridici, sono state autorizzate le costruzioni di diverse ville, proprio a ridosso della zona archeologica, nonostante i vari comitati ambientalisti chiedevano il rispetto del decreto ministeriale.
I CASTELLI
Molti castelli normanni ed aragonesi sono in mano a privati e quindi non visitabili. Esempio classico il castello dei Spinelli a Belvedere Marittimo, in ottimo stato di conservazione sia internamente che esternamente ed abitato dai discendenti della famiglia Spinelli. Il famoso castello di Sangineto, in discreto stato di conservazione è divenuto già dagli anni sessanta una rinomata discoteca.
L’interrogazione parlamentare dell’on. OLIVERIO il 15 maggio del 2003. Ora l’on.Oliverio è Presidente della provincia e potrebbe riprendere questo discorso di protezione e recupero di questa grande struttura muraria, ordinando un piano per nuovi scavi ed interventi, arrivando alla possibilità di creare una mappa archeologica della nostra provincia . n. 406321
Valorizzazione del sito archeologico di Castiglione di Paludi (Cosenza)
Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: nel territorio del comune di Paludi (Cosenza) si trova il più importante sito archeologico brezio della Calabria: Castiglione di Paludi; la località di Castiglione di Paludi costituisce la piana superiore di un colle a circa 8 chilometri di distanza dal mare Ionio; la documentazione archeologica, pur coprendo un lungo arco di tempo (dal secolo IX a.C. all'epoca romana), interessa prevalentemente due diverse fasi storiche che corrispondono ai momenti salienti dell'occupazione antica del sito; la prima fase, riferibile ad un abitato indigeno dell'età del ferro (IX-VIII secolo a.C.), è nota soltanto dai corredi funerari di Piana d'Agretto, recuperati nel corso degli scavi degli anni 50; la seconda è caratterizzata dalle emergenze monumentali dell'abitato fortificato risalente al IV-III secolo a.C.; sulla base dei ritrovamenti archeologici - in particolare, bolli su tegoli in lingua osca - si può affermare che l'area rientra nell'ambito culturale del popolo dei Brezi. I Brezi, antagonisti prima delle città greche della costa, poi dei romani, caratterizzarono l'assetto territoriale dei secoli IV e III con centri stabili e fortificati su altopiani. L'area archeologica di Castiglione di Paludi di circa 35 ettari è racchiusa, per una parte, da una imponente cinta muraria, ancora oggi visibile in tutta la sua poderosa ampiezza, costruita con blocchi squadrati di arenaria, dotata di porte di accesso e torri a pianta circolare, che rappresentano uno dei più interessanti e meglio conservati esempi di architettura militare della Magna Grecia, dopo Siracusa; le campagne di scavi - condotte dalla Soprintendenza archeologica della Calabria dal 1949 al 1956, riprese il 1978 fino al 1993 - hanno portato alla luce, all'interno della cinta muraria: a) un vasto teatro a pianta semi circolare: i sedili a gradinata nella parte alta della cavea sono stati ricavati nel pendio roccioso naturale, quelli della parte bassa sono stati costruiti con blocchi squadrati di arenaria; b) un lungo muro di terrazzamento (42 metri) al di sotto del teatro; c) una serie di edifici; d) vari oggetti di grande interesse archeologico; con un finanziamento della legge n. 64 del 1986 è stata acquisita al comune una parte dell'area archeologica mentre rimane da acquisire la rimanente parte per completare i lavori interni e le opere di scavo al fine di realizzare un parco archeologico di grande interesse; dal 1993 i lavori di scavo sono fermi e si registra una completa assenza di manutenzione e persino di piccoli interventi per saggi e ricerche; sulla cinta muraria e sulle altre emergenze archeologiche sono cresciuti arbusti che hanno prodotto danni rilevanti alla compattezza dei blocchi, causando fratture e una evidente instabilità -: quali iniziative intenda assumere per la valorizzazione del sito archeologico di Castiglione di Paludi (Cosenza) e se non ritenga di dover assumere iniziative urgenti ed adeguate per la ripresa degli scavi per la definizione di un programma di difesa e di tutela del sito archeologico per la destinazione delle risorse necessarie all'acquisizione completa dell'area, per la realizzazione del Parco archeologico di Castiglione di Paludi.
Su “Le Calabrie” del luglio 1999
GLI ISRAELIANI PER COSTRUIRE

IL PIU’ GRANDE VILLAGGIO TURISTICO D’EUROPA.
Cosa succede oggi a Crotone ( Mezzoeuro Marzo 2006)
Lettera delle Associazioni Ambientaliste al Presidente della Giunta Regionale
No all'Europaradiso di Osvaldo Pieroni
LA PATETICA DIFESA DEL MARE E LA SOLITA ESTATE
agosto 2005
di Francesco Cirillo
E’ veramente patetico stando sulla riva del mare vedere passare i battellini cosiddetti puliscimare fittati dalla Regione. Passano ad una trentina di metri dalla spiaggia e raccolgono qualche busta di plastica , qualche torsolo di mele, qualche buccia di banana, mentre a riva il liquame nero e oleoso la fa da padrone. Secondo la regione sono stati raccolti in soli sei giorni 2.648 chili di rifiuti. E’ meglio di niente , dico io e lo ripeto malinconicamente ai tanti bagnanti che incazzati neri per non poter fare il bagno , restano allibiti dal passaggio quasi trionfante degli eco battelli. La regione d’altra parte, e l’assessore Tommasi in quattro mesi cosa altro avrebbero potuto fare ? Il commissariamento dei rifiuti resta così comè, la depurazione resta in mano alla Smeco, così come tutta la raccolta differenziata e non , nelle discariche già strapiene. Certo in quattro mesi è difficile operare, ma fra le tante dichiarazioni rese alla stampa dal folto manipolo di giornalisti nell’ufficio stampa del Presidente, qualche parola si potrebbe anche spendere. Cosa costano le parole ? sono sempre meglio delle pietre. Per esempio il Consiglio di Stato boccia il ricorso degli ambientalisti contro il Ponte sullo stretto, ed il 6 agosto diecimila persone manifestano a Messina contro il ponte. Una parola il presidente Loiero avrebbe anche potuto dirla a proposito. Del tipo “ cari ambientalisti siciliani e calabresi non vi preoccupate, tanto il Ponte sullo stretto fino a quando ci saremo noi ,non lo faremo fare”. Alla fine della manifestazione una cosa del genere detta alla piazza fatta di no global antagonisti, sindacati Cobas e CGIL, avrebbe scatenato applausi e consensi da tutte le parti, ed invece ecco un preoccupante silenzio. Tanto che gli ambientalisti si sono già dati appuntamento a metà ottobre a Reggio Calabria per presenziare un consiglio regionale. Vale lo stesso per la difesa del mare. Avrebbero potuto dire dalla regione: non vi preoccupate questa è l’ultima estate così perché l’anno prossimo tutto funzionerà al meglio. Toglieremo il commissariamento ai rifiuti, approveremo il piano dei rifiuti fatto dal WWF della Calabria bocciando quello redatto dalla precedente giunta, rivedremo i depuratori uno per uno in tutta la costa tirrenica e ionica, riaffidandone la gestione alla regione ed ai Comuni responsabilizzando così i sindaci, ( a proposito i depuratori continuano ad andare in tilt nonostante l’operazione Nettuno messa in atto dal sost. Proc.Greco: ad Amantea fogne a cielo aperto fra le coltivazioni di cipolle rosse, depuratore in tilt a Longobardi, depuratori puzzolenti un po’ ovunque e sequestri del depuratore del carcere di san Lucido, del comune di Verbicaro e di Tortora), rimetteremo mano al demanio per liberare le spiagge totalmente in mano ai privati che ne fanno di un bene pubblico una cosa privata. Cose che alla fin fine tranquillizzano gli ambientalisti ed i tanti cittadini che negli anni precedenti hanno visto devastare il territorio. La legge regionale sul demanio ad esempio va completamente rivista. La legge approvata dalla giunta Chiaravalloti prevede solo il 30% di spazio pubblico che di solito sono posti inaccessibili, scogliere a picco sul mare, calette irraggiungibili, comunque spazi ristretti. Il bene pubblico andrebbe riportato almeno al 50%. Non solo spiagge sono occupate ma pezzi interi del territorio. Quest’estate è scoppiato un caso emblematico sull’uso dei terreni demaniali. Il Villaggio turistico Summer Day, di Santa Maria del Cedro, di proprietà di Bruno Pizzimenti era stato sequestrato dalla Procura di Paola in quanto campi da tennis, piscine,campi di calcetto, gioco di bocce, e bar , ricadevano tutte in area demaniale per migliaia di metri quadri. Un segnale positivo sembrava. Non solo il Summer Day ricade sull’area demaniale ma tutta la fascia destra della variante ss 18 che da sul mare, da Scalea fino a Paola. Chilometri e chilometri di aree demaniali sulle quali sono sorti alberghi, villaggi, campeggi. Ma tutto si è risolto al meglio per il proprietario. Gli avvocati difensori dei proprietari hanno fatto sapere che «la struttura turistico-alberghiera, con provvedimento del Procuratore della Repubblica di Paola, Luciano D'Emmanuele, potrà usufruire di tutti quei manufatti, posti sotto sequestro preventivo nei mesi scorsi, perché ricadenti su area appartenente al Demanio dello Stato». Il sequestro era stato fatto e richiesto dalla capitaneria di Porto di Maratea che in due distinte occasioni avevano posto i sigilli alle varie strutture realizzate in terreni demaniali. Si apprende che a seguito di una istanza, proposta dai legali di fiducia di Bruno Pizzimenti, proprietario del Summer Day, la Procura della Repubblica di Paola ha disposto il differimento del provvedimento di sequestro al 30 settembre 2005. Qual è il principio messo in campo dal Procuratore D’Emmanueli è molto semplice. Intanto si lavora poi si vede, anche perché sembra che i proprietari del villaggio abbiano già pagato ingenti somme all’agenzia del demanio per volturare a proprio nome i terreni. Ed a proposito basta vedere pezzi interi del territorio messi in vendita dall’agenzia del demanio, a Scalea ed a Diamante per rendersi conto della svendita del nostro territorio. Il privato giustamente se ne appropria e poi si “appara”. Questa logica fa si che tutto resti come prima e più di prima. E fa ben sperare la dichiarazione ( finalmente una! ) fatta dall’assessore regionale Tripodi a proposito proprio degli ecomostri. La Regione investirà 200.000 euro per la loro demolizione. Ma attenzione anche qui. Come ambientalisti da anni sul territorio sappiamo quale sia la triste realtà della nostra terra. Spesso e volentieri gli ecomostri NON SONO ABUSIVI ! vengono costruiti con tutti i crismi della legge e con tutte le necessarie autorizzazioni. Vedi l’albergone di Praia a Mare, o il Palestrone di Cirella, o i villaggi di Guardia Piemontese, o gli alberghi ed i villaggi di Belvedere, o tutto ciò che resta di costruito sulle aree demaniali . Soprintendenza ai beni ambientali, genio civile marittimo e fluviale, forestazione, gli stessi assessorati all’ambiente della regione e della provincia nelle famigerate Conferenze dei servizi che si fanno prima dell’avvio dei lavori , scrivono di loro pugno tutti si. Danno qualche cosiddetta prescrizione: qualche mattonella gialla invece che rossa, qualche muro a pietra piuttosto che in cemento. Alla fin fine l’opera si costruisce ed è quanto è sotto gli occhi di tutti. Vedi il mega porto di Diamante. Il mega porto avrebbe coperto la più bella scogliera della Calabria. La scogliera è protetta da una legge emanata a proposito nel 1970. Quando non c’erano né verdi né ministeri dell’ambiente !!!! Ciò nonostante la soprintendenza di Cosenza ha dato il consenso al progetto. E così la regione calabria, il genio marittimo , fin giù al Comune. E’ stato il TAR che ha bocciato tutto e pochi giorni fa anche il Consiglio di Stato evidenziando entrambi proprio la bellezza della scogliera che sarebbe stata deturpata. Non è che rischiamo di abbattere qualche casa di un emigrato o di un contadino che non aveva agganci sufficienti ed ha dovuto costruire abusivamente per la sua famiglia, mentre gli albergone resteranno al loro posto ? Vedremo. Intanto l’estate impazza. Luglio ha avuto un calo del 20/30 % ma ad Agosto tutti i turisti sono ritornati sul luogo del delitto. I paesi si sono riempiti ed i negozi pure. I commercianti ora sono tranquilli, possono svuotare i loro magazzini che rischiavano di restare pieni. E chi li avrebbe sentiti quest’inverno !!! Ai commercianti piace il caos, piace questo tipo di turismo, caciarone e caotico, porta soldi comunque e può far vivere bene tutto l’inverno. Poi se si sporca il mare, se scoppiano le fogne, se il traffico impazza come se si fosse a Portici, poco importa. Ed i politici stanno appresso a loro. La lobby dei commercianti comanda in tutti i paesi ed un amministrazione comunale sopravvive solo grazie al loro consenso ed ai loro voti. Ecco perché mai come ora la nuova Giunta regionale dovrebbe mettere i piedi a terra e valutare nel complesso una serie di cose. Basta con i convegni, sono inutili passerelle dei soliti politici, occorrono tavoli di lavoro. Con gente seria e competente che affrontino i problemi uno per uno. La costa tirrenica cosentina non può tirare avanti così. E’ allo sfascio vero e proprio e tutta l’imprenditoria turistica, dai commercianti, ai costruttori vogliono una sola cosa. Lavorare in pace. Nel senso che secondo loro, occorrono nuovi porti, nuovi aeroporti, nuovi alberghi, nuove spiagge privatizzate. E nessuno deve disturbare il manovratore. Niente controlli sulla gente che lavora sfruttata negli alberghi, nei ristoranti e nei negozi, niente controlli sanitari nei negozi, niente blocchi come quelli del villaggio turistico a Santa Maria del cedro, niente controlli sul funzionamento dei depuratori nei campeggi per i camper. Sono cose che allontano il turismo e soprattutto niente articoli sull’inquinamento del mare. Danneggiano la nostra immagine. Sono decine i commercianti che mi fermano per strada per i miei articoli sull’inquinamento: “ non li puoi fare quest’ inverno ? “ mi dicono. Insomma una via d’uscita bisogna pur trovarla in questo tratto di costa. Non può essere condannata a diventare una specie di Striscia di Gaza. La vede così anche la portavoce della Goletta verde della Legambiente , Rina Guadagnino. In un convegno fatto a Praia ha dichiarato che la zona è troppo compromessa ed allora il Parco marino non si può fare. Poche le voci che si sono alzate a proposito. Sotto sotto forse lo pensano un po’ tutti, e si sono messi così, come si suol dire l’anima in pace. Ma sono le stesse associazioni ambientaliste che operano nel tirreno a dare delle soluzioni pratiche. Il Parco marino servirebbe proprio a attivare in una zona compromessa una serie di controlli che metterebbero uno stop una volta per tutte alle speculazioni edili. Senza Parco Marino di alberghi come quello di Praia ne nasceranno altri dieci nei prossimi dieci anni. E senza il blocco delle costruzioni sulle are demaniali di villaggi come il Summer Day ne nasceranno altri venti. E così spariranno i fiumi depredati dalle centraline Enel e dalle captazioni delle sorgenti. E’ l’ultimo allarme che proviene dagli ambientalisti. Le sorgenti dell’Abatemarco, del Corvino e del Lao, sono entrate negli appetiti di una multinazionale che vorrebbe utilizzarle per acque potabili e dell’Enel che vorrebbe aprirvi centraline idroelettriche. Sarebbe la fine di questi storici fiumi sui quali insistono una serie di attività di turismo sostenibile. Una piccola riserva ad Orsomarso, un crescente uso degli sport sui fiumi lungo il Lao, un Parco attrezzato che attraversa il Corvino. Insomma di lavoro non solo per gli ambientalisti ce né, si tratta ora di vedere e capire quanto i politici alla regione siano liberi e scevri da interessi locali.
SCHEDA
ECCO UNO PER UNO I TERRENI DEMANIALI IN VENDITA SUL TIRRENO COSENTINO
L’AGENZIA DEL DEMANIO
ente pubblico economico, istituita con il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni, con la finalità di amministrare i beni immobili dello Stato razionalizzandone e valorizzandone l’uso, anche attraverso la loro gestione economica, RENDE NOTO
che, a norma dei commi 436, 437, 438 art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nonché delle Circolari prot. n. 4855 del 20.2.2002 della Direzione Normativa e Contenzioso, prot. n. 2005/12546/DCAO dell’11.5.2005 e prot. n. 2005/16327/DCAO del 14.6.2005 della Direzione
Centrale Area Operativa, intende procedere alla vendita, a corpo e non a misura, nello stato di fatto e di diritto in cui attualmente si trovano, dei seguenti beni immobili, appartenenti al patrimonio dello Stato:
PRAIA A MARE -SCHEDA 931- Incolto Sterile-Arenile Marittimo- Fg.29- p.lle 881-883
Mq 495- Lotto di terreno edificabile posto in fregio al lungomare del comune di Praia
a Mare – attualmente in fitto- € 40.000,00 – termine ultimo presentazione - 9 sett 2005 ore 9,30
SCALEA -SCHEDA 448- Sem Irr 3- Ex Pista Campo di Volo- Codice Utenza 218-Fg.14
p.lla 153- Mq. 270- Terreno Agricolo – pianeggiante attualmente in fitto- € 950,00
SCHEDA 448- Sem Irr 2- Ex Pista Campo di Volo- Codice Utenza 219- Fg.14 p.lla 143
Mq 194 - Terreno Agricolo attualmente in fitto- € 670,00
SCHEDA 448- Sem Irr Arb 1 Ex Pista Campo di Volo- Codice Utenza 249- Fg.15 p.lla 192
Mq 3.210 Terreno Agricolo – attualmente in fitto- € 9.540,00
SCHEDA 448- Ex Pista Campo di volo- Codice Utenza 34- Frazionamento in corso di approvazione- Mq 3.083- Terreno Agricolo – attualmente occupato- € 9.870,00
SCHEDA 448- Ex Pista Campo di volo- Codice Utenza 71- Frazionamento in corso di approvazione- Mq 3.335- Terreno Agricolo – attualmente in fitto- € 11.795,00
SCHEDA 448- Ex Pista Campo di volo- Codice Utenza 111- Frazionamento in corso di approvazione- Mq 8.300- Terreno Agricolo – attualmente in fitto- € 24.900,00
SCHEDA 448- Ex Pista campo di volo- Codice Utenza 134- Frazionamento in corso di approvazione- Mq 5.900- Terreno Agricolo – attualmente in fitto- € 18.290,00
SCHEDA 448- Ex Pista Campo di Volo - Codice Utenza 9- Frazionamento in corso di approvazione - Mq. 1.264- € 3.800,00
SCHEDA 448- Ex Pista Campo di Volo- Codice Utenza 54-Frazionamento in corso di approvazione- Mq 3.245- Terreno Agricolo – pianeggiante- attualmente in fitto € 9.750,00
SCHEDA 448- Ex Pista Campo di Volo- Codice Utenza 70-Frazionamento in corso di approvazione- Mq 2.139- Terreno Agricolo – pianeggiante- attualmente in fitto-€ 6.450,00
SCHEDA 448- Ex Pista Campo di volo- Codice Utenza 137- Mq. 1.586- Terreno agricolo – pianeggiante- attualmente in fitto- € 4.800,00
SCHEDA 448- Ex Pista Campo di volo- Codice Utenza 53 - Mq. 3.468- Terreno agricolo – pianeggiante- Frazionamento in corso di approvazione- attualmente in fitto- € 10.400,00
SCHEDA 448- Ex Pista Campo di volo- Codice Utenza 46- Mq. 5.798-Frazionamento in corso di approvazione- Terreno Agricolo – pianeggiante- attualmente in fitto- € 17.400,00
SCHEDA 448- Ex Pista campo di volo-Codice Utenza 115-Mq 4.479- Frazionamento in corso di approvazione- Terreno Agricolo – pianeggiante- attualmente in fitto- € 13.450,00
SCHEDA 448- Ex pista campo di volo- Codice Utenza 116- Mq 7.085-Frazionamento in corsi di approvazione- Terreno agricolo – pianeggiante-attualmente in fitto- € 21.300,00
SCHEDA 448- Ex pista campo di volo- Codice Utenza 213- Mq. 2.837-Frazionamento in corso di approvazione-Terreno agricolo – pianeggiante-attualmente in fitto- € 8.550,00
SCHEDA 448- Ex pista campo di volo- Codice Utenza-Mq 2.188-Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo – pianeggiante- attualmente in fitto- € 6.600,00
SCHEDA 448- Ex pista campo di volo- Codice Utenza 84- Mq. 1.867- Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo – pianeggiante- attualmente in fitto - € 5.600,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo- Codice Utenza 363- Mq. 2.247- Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante- attualmente in fitto- € 6.750,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo - Codice Utenza 36 - Mq. 3.370 -Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante- attualmente in fitto- € 10.150,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo -Codice Utenza 110-Mq. 3.005 - Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante - attualmente in fitto - € 9.050,00
SCHEDA 448 - Ex campo di volo- Codice Utenza 179 - Mq. 2.846 -Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante - attualmente in fitto - € 8.550,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo- Codice Utenza 14 - Mq. 1.698- Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante -attualmente in fitto -€ 5.100,00
SCHEDA 448 - Ex campo di volo- Codice Utenza 12 - Mq. 3.484 -Frazionamento in corso di approvazione -Terreno agricolo pianeggiante -attualmente in fitto - € 10.500,00
SCHEDA 448 - Ex campo di volo - Codice Utenza 10 - Mq. 3.024 -Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante -attualmente in fitto- € 9.100,00
SCHEDA 448 - Ex campo di volo - Codice Utenza 6 - Mq. 3.530 -Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante- attualmente in fitto-€ 10.600,00
SCHEDA 448 - Ex campo di volo -Codice Utenza 4 - Mq. 3.514- Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante -attualmente in fitto- € 10.550,00
SCHEDA 448 - Ex campo di volo - Codice Utenza 52- Mq. 3.389-Frazionamento in corso di approvazione-Terreno agricolo pianeggiante - attualmente in fitto- € 10.200,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo- Codice Utenza 51- Mq. 3.576 - Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante- attualmente in fitto - € 10.800,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo - Codice Utenza 59 – 60- Mq. 1.782 -Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante- attualmente in fitto- € 5.400,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo- Codice Utenza 50 – 56 - Mq. 2.661-Frazionamento in corso di approvazione-Terreno agricolo pianeggiante - attualmente in fitto- € 8.000,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo - Codice Utenza 49 - Mq. 790 - Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante - attualmente in fitto- € 2.400,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo- Codice Utenza 121 - Mq. 4.927 -Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante -attualmente in fitto- € 15.000,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo - Codice Utenza 102- Mq. 2.038 -Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante- attualmente in fitto- € 6.200,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo- Codice Utenza 128- Mq. 3.770- Frazionamento in corso di approvazione-Terreno agricolo pianeggiante -attualmente in fitto- € 11.400,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo -Codice Utenza 130-Mq. 1.746- Frazionamento in corso di approvazione-Terreno agricolo pianeggiante- attualmente in fitto- € 5.250,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo - Codice Utenza 131- Mq. 2.606- Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante - attualmente in fitto- € 7.900,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo- Codice Utenza 227 - Mq. 34.700 -Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante -attualmente in fitto- € 99.500,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo -Codice Utenza 355-Mq. 13.565- Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante- attualmente in fitto- € 40.700,00
SCHEDA 448- Ex campo di volo-Codice Utenza 157- Mq. 5.085 -Frazionamento in corso di approvazione- Terreno agricolo pianeggiante- attualmente in fitto- € 15.300,00
DIAMANTE CS)- SCHEDA 279- Contrada Riviera- F. 4 p.lla 1282 – Rel. Acqu. Es.
Mq. 540- Area a verde, pianeggiante, a breve distanza dal mare.- attualmente in fitto
€ 16.200,00
SCHEDA P014- Località Cirella- F. 7 p.lla 167- Mq. 990- Area a verde, pianeggiante, a breve distanza dal mare- attualmente in fitto- € 39.600,00
PAOLA (CS)- SCHEDA P009- Via Lungomare S. Francesco di Paola-F. 15 p.lla 235 sub 3
Mq. 486- Corte asservita a fabbricato commerciale- Attualmente in fitto- € 36.450,00
SI VENDEREBBERO ANCHE LA MADRE
luglio 2005
di Francesco Cirillo
Pur di fare cassa , come si dice, questo governo è disponibile a vendersi anche i gioielli di famiglia . Lo ha anche ribadito al momento della riproclamazione a Ministro bis , Tremonti, con la probabilità di vendere le spiagge. Solo una idea ha detto, di fronte alla protesta generale dell’Italia intera, non una proposta. Ma il guaio è oramai fatto. Alcune modifiche, se approvate, al testo del decreto sulla competitività attualmente alla Camera permetteranno ai commissari straordinari di agire in deroga ad ogni normativa per realizzare le grandi opere anche contro le norme di salvaguardia, tutela dell'ambiente e del patrimonio. Il maxiemendamento permetterà di aggirare tutte le norme di tutela, sostituendole con una semplice richiesta di parere che, decorsi 60 giorni senza ottenere risposta, faranno scattare l'istituto del silenzio-assenso. Se non bastasse, il Consiglio dei ministri avrà la possibilità di dichiarare lo stato d’emergenza per realizzare “ad ogni costo” un’opera. La maggioranza ci prova un’altra volta, dopo esser stata bloccata dall’ondata di protesta che alcuni mesi fa si era sollevata contro un tentativo analogo. Se anche il governo è d’accordo sulla pericolosità di queste modifiche al maxiemendamento, perché non cancellarle subito, visto che l’iter al Parlamento non è ancora concluso, invece di aspettare un’ipotetica legge futura? In effetti questo decreto rientra nella politica di vendita e dismissione di tutti i beni cosiddetti alienabili da parte dello Stato. Il Mercato dei beni culturali e ambientali, avviato nel 2000, ha avuto i suoi effetti già nel 2003, quando la vendita ha cominciato a prendere piede. Villa Manzoni a Roma è uno di questi primi effetti. Lo scempio invisibile continua anche nel 2004. Isole, spiagge, interi paesi, borghi, contrade, quartieri, palazzi, carceri. Per ciascuno di questi beni, un indirizzo catastale e un prezzo. La prima parte del censimento generale del patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato è sulla Gazzetta Ufficiale del 6 agosto scorso( Gazz.Uff.suppl. n°183) : ottocento pagine in cui l' agenzia del Demanio traccia una prima lista dalla quale saranno scelti i beni che lo Stato può mettere in vendita. L’ Agenzia del Demanio e la Direzione generale per i Beni architettonici e il paesaggio del ministero, fino a poco fa diretto da Giuliano Urbani, hanno vagliato un primo elenco di venti immobili demaniali in Lombardia, Lazio e Calabria.
Ecco un piccolo campione di beni ancora oggi all’asta pubblica.
Convento di S.Francesco a Costa S.Giorgio, Firenze. Secolo XIII. La figura illustra bene il bel chiostro antico. Le arcate michelozziane testimoniano il passaggio nell’epoca del rinascimento. Il tutto al prezzo di euro 15.529.858,96. Convento di S.Bernardino da Siena, L’Aquila. La basilica è stata eretta intorno al 1454 d.c. Il convento dei frati francescani è un monumento dell’architettura rinascimentale abruzzese, avente una facciata composta da tre ordini diversi: ionico, dorico e corinzio. Chiunque disponga di 978.000,00 euro può acquistarla! ettatevi a comprarla!
La Certosa di S.Martino a Napoli, XIV sec., spicca da una altura da cui si può osservare la panoramica collina del Vomero. Già ristrutturata nel 1600 da architetti quali il Fanzago e il Dosia, vi farà passare delle belle vacanze nel relax più totale a soli 56 milioni di euro.
Il Golfo Aranci, in Sardegna. E’ situato ai piedi di Capo Figari, altezza 340 mt. E’ un luogo antico e sacro. Nessuno ha sentito parlare del pozzo sacro di Milis? Non preoccupatevi della vostra ignoranza, l’importante è sapere che è raggiungibile mediante treno e che il prezzo è di 135.234 Euro.
L’Isola di Pianosa si è preservata in tutta la sua bellezza poiché da più di un secolo è stata sede di una colonia penale, ora in disuso. E’ una miniera di reperti archeologici addirittura risalenti al neolitico. Grazie all’attività di scavo e di valorizzazione attuata dalla Soprintendenza oggi l’isola ha il valore di 8.000.000 di euro.
Ma la questione riguarda anche la Calabria. Non potevano mancare i nostri beni e l’elenco non riguarda solo la vendita di palazzi importanti del 500-600-700, ma anche spiagge come a a Santa Eufemia, Siderno, Monasterace; terreni agricoli come a Grisolia, Papasidero, orsomarso; o di montagna . Immaginiamo già la loro destinazione e non sono beni da poco, dall’elenco e dai prezzi è facilmente immaginabile la loro ampiezza ed entità. Prendiamo i beni immobili a Cosenza, figurano l’ex caserma Domenico Moro, il Palazzo valdesi, l’ex Convento di santa Chiara, l’ex caserma Fratelli Bandiera, il Palazzo degli Uffici Finanziari del Genio Civile. L’amministrazione resterà fuori dal poterli acquistare per destinarli ad uso pubblico ?
E così la nuova Regione cosa farà ?
L’elenco sopra riportato ovviamente continua, ma crediamo che quanto esposto finora sia eloquente al punto giusto. Tuttavia, per chi è duro di comprendonio, aggiungo che vi sono anche isole attualmente in vendita, come la bellissima Giannutri, che “per lo Stato è uno scoglio o poco più, valore contabile di 368 mila euro.” Vi sono inoltre Pantelleria, Favignana e La Maddalena. E chissà cos’altro non è stato ancora messo all’asta ma già è presente negli oscuri crani di Tremonti, Urbani e Buttiglione. Forse, in questo momento, qualcuno frustrato da quanto appreso sopra, starà pensando: beh, menomale che tra un anno ritorna a governare il centrosinistra.
Non illudiamoci! Questo Mercato di beni culturali e ambientali italiani è stato aperto dal Ministro Melandri nel 2000, con la richiesta formulata ai Soprintendenti di stilare un elenco di beni alienabili, che come si è visto ha avuto effetto. Poi, con il centrodestra al governo, ai Soprintendenti sono stati dati 120 giorni con il meccanismo del silenzio-assenso.
CATANZARO
1 ) Montauro località Pietragrande € 14.000
2) Soverato Suvero € 29.438
3) Satriano torrente Ancimale € 32.537
4)Amato località Umbri € 5.403
5)Lametia Terme Santa Eufemia lametia pagliarone € 5.430
6)Petramà loc. destra delle Chiese € 5.964
7)Cortale loc. Pilo € 5.134
8)San Mauro Marchesato € 8.414
9)Amato località Cropa €8954
10) Lametia terme vallone Agro già Nicastro €13.253
11) Petrizzi loc. schiavo orine € 2.768
12) Argusto loc. Vaccarizzo € 3.164
13) Petrizzi loc. passo narco € 3.426
14) Catanzaro loc. via per Siano € 34.552
15)Soverato loc. Soverato Marina € 57.600
16)Lametia terme loc.Bagni € 55.247
17) feroleto Antico loc. A.Muzzolini rione Belvedere € 127.194
18)Gizzeria loc.Capo Suvero € 154.250
19) Isca sullo Ionio loc.Isca marina € 208.111
20)Squillace loc.ss181 viale Cassiodoro € 292.614
21)Catanzaro loc. Catanzaro lido €294.496
22) Gizzeria loc.Gizzeria Lido €305.520
23) Lametia T. loc. S.Pietro Lamentino € 375.383
24) Lametia T. via Carceri € 511.863
25) Curinga Stazione ferroviaria € 550.900
26) Gizzeria spiaggia santa Eufemia € 585.065
27)Catanzaro via Fontana vecchia € 621.247
28)Catanzaro via belvedere –trav.L.Pascali € 548.243
29)Catanzaro loc.Bellamena € 1.082.625
30)Catanzaro discesa Cavour n.1-2-5- € 1.724.907
31) Catanzaro Piazza tribunali € 1.935.852
32) Catanzaro piazza G.Marconi-corso Mazzini € 2.384.218
33)Catanzaro corso Mazzini 206 € 2.944.964
34) Catanzaro via dello Stadio 1-2- € 3.158.222
35)Catanzaro piazza Stocco € 3.357.628
36)Catanzaro via Crispi 16 € 6.170.401
37)Catanzaro La Pigna bellamena-madonna dei Cieli € 6.753.707
38)Catanzaro via Belvedere € 6.809.879
39) Catanzaro loc.Cavaliere.fraz.Santa Maria € 8.335.651
COSENZA
40) Grisolia Piano del Cropo.loc.Anania € 2.737
41) Papasidero contr.Serri € 2.995
42) Orsomaro contr.Sant’Andrea € 3.099
43) Paterno Calabro contr.cadora € 3.254
44) Orsomarso contr.s.Maria € 4.132
45) Verbicaro contr.Magonerro € 4.132
46)Spezzano contr. Valle Della Bufala €4.132
47) Mormanno loc.Gupponi € 3.038
48)Orsomarso loc.Ficara € 10.844
49) Orsomarso loc.Anzo Nicola € 12.343
50)Cassano Madonna della Catena € 16.203
51) Grisolia contr.Pantanelli € 15.132
52) Grisolia contr. Rampinella € 15.907
53) Castrovillari loc.Mussolito € 15.907
54) Castrovillari linea ferrata Lagonegro-Spezzano € 15.957
55) Cassano j. Linea ferrata lagonegro-Spezzano € 19.825
56) Lattarico loc.Zagarellato € 20.099
57) Grisolia loc.Cannaroso € 20.566
58)Grisolia loc.Gambellino € 20.555
59)Rossano loc.Pescamalena € 24.687
60) Cassano J. Loc. san Nicola € 24.790
61) Grisolia Serra in Grisolia € 34.551
62) Grisolia Bonia in Grisolia € 40.542
63) Cassano J. Località Giastresa € 43.331
64) Grisolia Serra Passo del lepre € 47.927
65) Grisolia Mortilla € 49.322
66) Cosenza Petraia o Macchiabella € 51.517
67) Grisolia Olivella in Grisolia € 52.162
68) Grisolia Cannavo in Grisolia € 54.845
69) Orsomarso Contrada Puma € 55.932
70) Rossano Piragineto € 62.491
71) Paola Torre € 63.000
72) Cassano Madonna della Catena € 67.139
73) Grisolia Ferraro in Grisolia € 66.534
74)Grisolia Pastinuto in Grisolia € 64.000
75)Grisolia Conte Epimieri non leggibile
76) Grisolia Serra Mazzarella € 137.016
77) Grisolia Iannello in Grisolia € 137.016
78) Corigliano C. Schiavonea € 138.410
79) Rende Cda Sant’Agostino € 138.927
80) Rossano D’Arena Toscana € 157.261
81) Paola Dogana € 171.464
82) Paola Marina € 285.034
83) Cosenza Via Popilia € 382.649
84) Cosenza Caputi € 685.338
85) Orsomarso Mira € 793.442
86- 87- Non leggibile
88) Cassano J. Loc.Sibari