Il processo al Sud Ribelle giorno per giorno:

1° giorno - 2 Dicembre 2004

Il due dicembre 2004, si è svolto, sulle scalinate del Tribunale di Cosenza, il sit-in in solidarietà ai tredici attivisti della rete del Sud Ribelle. All’interno del Tribunale, infatti, si è aperta la prima udienza in Corte d’Assise, sull’inchiesta avviata due anni or sono, relativa alla “Rete del Sud Ribelle”. Questa aveva determinato l’arresto di numerosi attivisti, prevalentemente meridionali e una seguente ondata di indignazione nazionale scaturita per un’inchiesta dal sapore prettamente politico che aveva dato corpo ad una manifestazione nazionale nella stessa città di Cosenza. Il sit-in ha avuto inizio alle ore 09.00. Si contano gli striscioni del Laboratorio Sociale Autogestito Es.An.Kata, Comitato Liberi Tutti, i COBAS, Napoli Area Antagonista, Comitati di quartiere per l'autorganizzazione sociale Taranto , oltre all’immancabile ed immensa bandiera rossa del koreano, che sventola instancabilmente nel cielo della città bruzia.



Radio OndaRossa ha seguito, con collegamenti in diretta, gli esiti della giornata. Nonostante l’ingente spiegamento di forze di polizia, non si sono verificati momenti di tensione. Ricordiamo il clima festoso che ha accompagnato il corteo e che Indymedia e RadioGap hanno ampiamente documentato grazie anche all’attività del Mediacenter, allestito a Piazza Matteotti, presso i locali dell’ex stazione ferroviaria.

L'azione giudiziaria è iniziata intorno alle 9.30 alla Corte d'Assise di Cosenza.
Particolari misure di sicurezza sono state adottate dalle forze dell'ordine. Infatti, le persone che hanno voluto assistere al processo sono entrati in aula, previa identificazione attraverso la fotocopia di un documento di identità, e meticolose perquisizioni. In aula erano presenti  12 attivisti ( Francesco Caruso, Francesco Cirillo, Claudio Dionesalvi, Emiliano Cirillo, Annetta Curcio, Antonino Campennì, Salvatore Stasi, Peppe Fonzino,Luca Casarini, Alfonso De Vito, Michele Santagata,Lidia Azzarita, assente Oliva Vittoria per motivi di salute) , l'avvocatura dello Stato, che durante l'udienza preliminare chiede un risarcimento milionario per danni d'immagine.
Nelle prime battute del dibattimento è emersa un'eccezione rilevante, avanzata dal legale di Francesco Caruso, secondo cui, il processo andrebbe spostato in altra sede: Napoli o Genova. A Cosenza, difatti, c'erano state solo manifestazioni pubbliche, insussistenti di reato e pertanto il processo sarebbe di competenza del Tribunale di Cosenza. Altra eccezione riguarda la legittimità della continuazione in qualità di PM di Fiordalisi oramai spostato al Tribunale di Paola. La Corte respinge e Fiordalisi resta. Ancora un  eccezione fatta dalla difesa, è stata quella riguardante alcune intercettazioni nulle, poichè effettuate prima dell'avvio dell'inchiesta. Su questo la Corte d'Assise riserva la decisione per il 20 Dicembre prossimo.
La stessa, entro 3 giorni, deciderà sulla richiesta di revoca delle misure cautelari nei confronti dei 3 attivisti: Caruso, Cirillo e Santagata; costretti all'obbligo di firma.

VIGNETTE IN AULA


l'esproprio giudiziario

L'ombra nera di Fiordalisi

Benvenuti al processo più pazzo del mondo

9 DICEMBRE - LA CORTE D'ASSISE ACCOGLIE LE ISTANZE PRESENTATE DAGLI AVVOCATI DI CIRILLO,CARUSO E SANTAGATA PER TOGLIERE LORO L'OBBLIGO DI FIRMA CHE DURAVA ORAMAI  INUTILMENTE DA OLTRE UN ANNO.

"Un passo verso la verità " ha dichiarato Francesco Cirillo


UDIENZA DEL 20 DICEMBRE

Apertura alle 9,30. Presenti gli imputati Cirillo Francesco, Cirillo Emiliano, Lidia Azzarita,Claudio Dionesalvi,Michele Santagata,Annetta Curcio,Antonino Campennì. Degli avvocati sono presenti Petitto, Branda, Nucci, Crisci, Sangiovanni. Presenti anche una cinquantina di compagni.

Rigettate dalla Corte d'Assise tutte le istanze presentate dalla difesa-

IL PROCESSO RESTA A COSENZA,

Il processo resta a Cosenza perchè , secondo la corte il reato iniziale consiste in una e-mail di convocazione di una riunione di preparazione per Genova. Riunione pubblica che è stata pubblicizzata sui giornali e che non è consistita in altro che nell'organizzazione dei treni e dei contenuti politici del sud.

L'AVVOCATURA DELLO STATO PUO' RICHIEDERE IL RISARCIMENTO MILIARDARIO.

IL PROCESSO CONTINUA 

Vignette in aula

L'esperto di rossi

 

Prossimo appuntamento il 23 Febbraio 2005

Per legittimo impedimento dovuto alla morte della madre di un avvocato degli imputati l'udienza non si è svolta.            STABILITE LE PROSSIME DATE.

30-31 MARZO- 13-14-15-APRILE- 21-22-23GIUGNO

Ma l'episodio grave della giornata che fa capire il clima che si crea attorno al Palazzo di Giustizia è spiegato da due giovani compagni vittime dell'aggressione poliziesca

Si riporta la lettera aperta dei due attivisti aggrediti stamattina da un poliziotto all'interno del tribunale di Cosenza, presenti per portare la solidarietà agli imputati del processo al Sud Ribelle.

I figli di Totò Riina...

Episodio gravissimo quello che ci è accaduto questa mattina in Tribunale, all'ingresso nell'aula della Corte d'Appello, dove si svolgeva il processo “No Global”. Siamo stati richiamati e invitati, da un agente di pubblica sicurezza a rilasciare un documento d'identità, per la schedatura che siamo costretti a subire ogni volta che c'è l'udienza. All'atto della copiatura dei documenti, nel corridoio del Tribunale, siamo stati seguiti da un agente di polizia, che farfugliava qualcosa nei nostri confronti. Quel qualcosa rispondeva a: “Chi vi credete di essere? I figli di Totò Riina?”. Ripresi i documenti per rientrare in aula, senza rispondere alla provocazione, siamo stati aggrediti fisicamente dall'agente per ben due volte. Il tutto si è svolto davanti allo sproporzionato numero di poliziotti, carabinieri e digos presenti. Non sembrava vero, sembrava l'episodio di un film. Eppure nessuno di loro ha visto niente! Oltre al cospicuo numero di forze dell'ordine, c'erano anche dei “civili” (in tutti i sensi), che avendo assistito all'abuso, sia fisico che verbale, sono intervenuti per chiedere il motivo di tale irruenza. La “lista dei civili”, per fortuna, era composta anche dagli avvocati del collegio difensivo dei tredici imputati, che sono intervenuti per tutelarci suggerendo anche le vie legali. A freddo, pensiamo di poter dire di essere stati coinvolti da quel clima provocatorio ed intimidatorio, che comunque era già palpabile nelle precedenti udienze e che avevamo osservato con stupore. A questo punto alcune considerazioni sono quantomeno d'obbligo.Ci sembra veramente eccessivo, nei numeri e nell'arroganza, la presenza di forze dell'ordine, il cui numero non si registra nemmeno nei processi di mafia e corruzione. Tanto che, in uno dei più grossi svoltisi a Cosenza, e per giunta in un'aula bunker, è stata persino possibile la fuga di un imputato già agli arresti. Sarebbe quindi più opportuno che tali dispiegamenti vengano utilizzati in situazioni ben più “impegnative” di un processo i cui gli imputati sono rei di dare voce a quanti nella nostra società vivono ai margini e senza una prospettiva di vita migliore. A questo punto ci pare che l'azione di questa mattina, metta in luce il tentativo sistematico e subdolo di criminalizzare la gente, non solo per reati inesistenti, seguiti da motivazioni accusatorie che fanno sorridere anche la magistratura, ma anche per la semplice solidarietà che viene portata a persone, con cui condividiamo le stesse speranze di una società basata sulle fondamenta dell'uguaglianza, della democrazia e della pace fra i popoli.

Christian Tucci e Francesco Noto

TERZA UDIENZA 30 marzo

30 Marzo 2005. Ha avuto luogo stamane presso il Tribunale di Cosenza la terza udienza del processo “Sud Ribelle.

In occasione della terza udienza il PM Fiordalisi ha depositato il materiale delle presunte prove con cui è stato costruito l’intero teorema d’accusa che grava contro gli imputati. Si tratta di una serie di registrazioni, filmati ed intercettazioni costruiti ad arte per inquadrare gli imputati in circostanze idonee a far intendere un loro coinvolgimento nei crimini di cui sono accusati. La difesa ha chiesto di poter visionare il contenuto delle prove tra le quali figurano anche alcuni spezzoni trasmessi nel corso della trasmissione “Punto e a Capo” su Rai Due lo scorso 24 Febbraio, suscettibili queste ultime ad annullamento secondo specifiche norme. La richiesta della difesa è stata accolta ed il collegio giudicante ha quindi stabilito direttamente per il 13 Aprile 2005 la data d’inizio della prossima udienza annullando la data di domani 31/03/2005 come continuazione dell’udienza odierna. A partire dalla prossima udienza sarà anche possibile assistere alla deposizione del primo teste d’accusa ovvero un esponente della DIGOS.

 

le prossime udienze 13-14-15 Aprile

VIGNETTE IN AULA IL 30 MARZO

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Così l'avrebbe fatta IL MALE

 

DUE COLPI DI SCENA ALL'UDIENZA

DEL 14 APRILE

Nell'udienza del 13 aprile i difensori dei no global aveva ,messo in discussione punto per punto tutte le cosiddette prove presentate dal PM Fiordalisi. Un cumulo di cosiddette prove basate sul nulla. Nessuna prova specifica su alcuno imputato , nessuna foto, nessun video che ritragga un imputato a compiere atti di devastazione. Il PM Fiordalisi aveva nuovamente contrastato tale difesa e siccome era stato messo in discussione la prova proveniente dai computer degli imputati , il PM aveva anche minacciato la possibilità di poter nuovamente ordinare nuovi sequestri e perquisizioni. Ma la contestazione più grande è stata fatta rispetto all'inserimento dopo due anni dall'avvio dell'inchiesta,  di Luca Casarini e per questo se ne chiedeva lo stralcio o l'esclusione dal processo. Casarini per questo ha già presentato ricorso in Cassazione e l'8 giugno prossimo è fissata l'udienza a Roma.   La Presidente Onorati si riservava di dover decidere nell'udienza del 15 aprile. E la sua decisione è stato un pugno per Fiodalisi. Tuto il processo si rinvia al prossimo 22 giugno e in quella data si deciderà se Casarini resterà nel processo e sarà messo fuori. In questo caso anche De Vito inserito insieme a Casarini uscirebbe dal processo di Cosenza. Ma il colpo più clamoroso , anticipato dalla vignetta sopra, è sull'hard disk di Fiordalisi ritrovato fra le prove a carico degli imputati.

NON E’ UNO SCHERZO: NELLE MANI DEI NO GLOBAL IL COMPUTER DI FIORDALISI

CHE  RISPETTOSI DELLA  PRIVACY SUA CONSEGNANO SUBITO AL TRIBUNALE

 

Colpo di scena al processo no global a Cosenza. Se nell’udienza del 13 aprile il Pm Fiordalisi aveva minacciato di risequestrare i computer degli imputati a seguito della richiesta di inammissibilità delle prove di provenienza dai computer degli stessi, nella stessa notte del 13 mentre gli avvocati difensori visionavano l’ultimo materiale sequestrato dal PM Fiordalisi consegnato loro dalla segreteria del tribunale , veniva rinvenuto clamorosamente al loro interno copia dell’hard disk del computer dello stesso Fiordalisi.  Gli avvocati difensori sbalorditi da tale ritrovamento , durante l’udienza del 14 aprile consegnavano subito alla cancelleria del tribunale tale materiale ed avvertivano subito del ritrovamento sia la Presidente della Corte Maria A. Onorati che lo stesso Fiordalisi. Era successo che nel delirio informatico  messo in atto dal PM Fiordalisi, nel tentare di mettere insieme l’enorme mole di materiale sequestrato nei computer degli imputati lo stesso Pm inavvertitamente vi inseriva il suo stesso hard disk. Questo fatto increscioso ma nel contempo divertente testimonia il totale stato di confusione che regna nel panorama probatorio presentato dal PM Fiordalisi. Dimostra anche come sia stata violata la privacy di tutti gli imputati in quanto gli hard disk degli imputati sono stati messi a disposizione del Tribunale nella loro interezza e non selezionando il materiale ritenuto “sovversivo”. Ora per fare una battuta possiamo dire che almeno in questa occasione c’è stata piena parità fra accusa  e difesa con la differenza che i no global non hanno ritenuto spulciare fra le carte del PM Fiordalisi rispettando la sua privacy.

 

Gli imputati del sud ribelle

(Lidia Azzarita , Campennì Antonino, Francesco Caruso, Luca Casarini , Cirillo Francesco, Cirillo Emiliano, Curcio Anna, Alfonso De Vito,  Claudio Dionesalvi, Giuseppe Fonzino, Michele Santagata , Salvatore Stasi

 


 

DIRITTO DI RESISTENZA

 

In   tutta   italia,   e   addirittura   con   mandati   di   cattura   oltreconfine,   in Francia  e  in  Spagna,   si   moltiplicano  azioni  repressive  con  arresti  di compagne e compagni, attivisti politici dei movimenti, ad opera di alcune procure   da   sempre   distintesi   nell'infame   campagna   di   restrizione   dei diritti e delle libertà. In particolare le procure di Roma e di Bologna in questi   giorni   sono  iperattive:   il   loro   normale  compito  di   difendere   le leggi dei potenti e la giustizia degli ingiusti,  sembra sostituito da vere e   proprie   campagne   di   criminalizzazione   contro   chi   lotta   o   anche semplicemente esprime il suo pensiero.  Per i servitori togati dello stato, spesso di sinistra, l'importante è colpire chi si batte contro la vergogna dei lager per migranti,  chi lotta per il diritto alla casa e al reddito, chi partecipa ad iniziative di sostegno alle lotte del sud del mondo, chi si  batte  contro  la  guerra. Negli  ultimi  giorni,   dopo  l'indicazione  diretta del   ministro   degli   interni   Pisanu,   vi   sono   state   decine   di   persone incarcerate con accuse supportate solo da teoremi,  proprio come avviene nel nostro processo di Cosenza. Proprio come awiene anche nel processo contro  i  manifestanti  a  Genova.  Associazione  sovversiva,  associazione  a delinquere,   compartecipazione   psichica,   eversione   all'ordine   democratico, finalità  di  terrorismo,   cospirazione  politica  contro  lo  stato:   queste  sono
le   formule   utilizzate   per   giustificare   il   sequestro   nelle   carceri,   ai domiciliari,   al   confino   di   oppositori   politici " scomodi.    E   ovviamente questo è il modo di lanciare un messaggio, nel puro stile mafioso che contraddistingue chi comanda, a tutti e tutte noi: chi si ribella, o anche pensa solo di ribellarsi, alle ingiustizie, paga caro. Questo in un quadro complessivo   che   vede   restringere   sempre   più   gli   spazi   sociali   del dissenso,    dalle    (imitazioni    ormai    totali    del    diritto    di    sciopero all'incremento   esponenziale   dell'uso   dei   dispositivi   di   controllo   sulle persone.  La guerra permanente è anche questo.  Ma la solidarietà,  che esprimiamo a tutti coloro che oggi patiscono carcere e restrizioni a causa dello stato, non può bastare. Contro la guerra, anche quella scatenata con i   mandati   di   cattura   e   i   processi   politici,   è   necessario   articolare resistenza,    esprimere   il   diritto   di    resistenza.    Che   significa   certo continuare a fare ciò che facciamo,  lottare,  ma anche far diventare un problema   politico   e   sociale   per   tutti   il   tema   della   restrizione   dei  diritti  e delle  libertà.  E'  necessario aprire  una  nuova stagione di  lotte che abbia al suo intemo la battaglia per l'amnistia e l' indulto, che si ponga   il   problema   del   sostegno   articolato   e   moltitudinario   alle   rivolte che scoppiano all'interno dei lager per migranti, denunciando e attaccando fuori  chi  lucra  sulle  sofferenze  come  moderno  e  privato  carceriere.  E' necessario   che   tutti   attiviamo   reti   sociali   e   di   pressione   contro   la sorveglianza   video/audio/digitale   che   impesta   la   nostra   vita   e   su   cui ormai  costruiscono  totalmente  ogni  provocazione  giudiziaria.   E'  necessario
che contribuiamo  a  che  nascano  circuiti  di  difesa  legale  e  di  critica , anche   dall'interno,   dei   dispositivi   della   legalità   a   senso   unico.   Tante, tante cose ci sono da fare. Ognuno magari con le sue differenze, i suoi percorsi, le sue convinzioni. Ma dobbiamo fare tutti qualcosa. Da qui può partire   la   sconfitta   dei   cani   da   guardia   di   un   mondo   inaccettabile.

Gli Imputati al Processo sud ribelle

Lidia Azzarita , Francesco Caruso,  Antonino Campennì, Luca Casarini, Emiliano Cirillo, Francesco Cirillo, Annetta Curcio, Alfonsino De Vito , Claudio Dionesalvi, Peppe Fonzino , Salvatore Stasi, Michele Santagata.

 


 

Il Giudice nell'udienza del 22 luglio ha inteso attendere la sentenza della Corte Costituzionale di Roma sulla legittimità di inserire Casarini nell'inchiesta senza che questi fosse avvisato nei termini previsti dalla legge. E' per questo motivo che ha rinviato l'udienza al 22 settembre.

 

Prossima udienza il 22 Settembre 2005  

ancora un rinvio al 10 ottobre

ancora un rinvio al 17-19-20-21 ottobre

in queste date dovrebbero iniziare l'ascolto dei testi del PM ed in particolare della Digos di Cosenza

 

ASCOLTATI I TESTI ORA SI ATTENDONO I CONTROINTERROGATORI.

IL PROSSIMO 10 NOVEMBRE VERRANNO VISIONATI I VIDEO


Una serie di rinvii portano la prossima udienza al

17 maggio 2006